Asia Orientale

Articolo in evidenza

  • Vescovi coreani in Parlamento per parlare della legge sull'aborto

    Il vescovo di Cheju mons. Moon, presidente del Comitato per la famiglia e la vita della Conferenza episcopale, ha incontrato i rappresentanti del Partito democratico che stanno promuovendo una proposta di legge che secondo la Chiesa rischia di aprire illimitatamente alle "interruzioni di gravidanza". Il tema è stato riaperto nel 2019 da una sentenza della Corte Costituzionale. "Si proceda nella direzione del rispetto della vita".

  • Pechino: in due nuove leggi la repressione linguistica delle minoranze

    Il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo ha esaminato un nuovo quadro normativo che impone l'utilizzo del mandarino in tutti i settori. Si rischia la scompaia della possibilità del bilinguismo, soprattutto in Tibet e Xinjiang, due regioni in cui vengono invitati sempre più influncer internazionali per promuovere una visione positiva contro i rapporti delle organizzazioni internazionali che criticano le violazioni dei diritti umani.

  • Con la retata alla Hyundai Washington colpisce gli investimenti imposti a Seoul

    Oltre 300 lavoratori sudcoreani sono stati arrestati a Savannah mentre si trovavano nello stabilimento che produce batterie elettriche. Il presidente Donald Trump li ha definiti “immigrati illegali”, ma si tratta di ingegneri specializzati necessari alle fabbriche straniere che hanno deciso di investire negli Stati Uniti per soddisfare le richieste del tycoon. A Seoul indignazione e timori per la cooperazione sulla Difesa.

  • Il passo indietro di Ishiba: nuovo capitolo nella lunga crisi del centro-destra giapponese

    Il primo ministro giapponese ha annunciato ieri le dimissioni dopo settimane di tensioni con i membri del Partito Liberaldemocratico, in difficoltà di fronte alla perdita di consenso tra gli elettori conservatori. Diversi candidati si sono già fatti avanti segnalando la volontà di succedere a Ishiba nella presidenza del partito, ma resta il nodo della guida del governo senza la maggioranza in parlamento.

  • Le accuse all'abate del tempio Shaolin e il controllo di Pechino sulle religioni

    Sui social media cinesi non si spegne l'eco della rimozione del monaco, a cui vengono attribuiti scandali. Ma i bilanci del tempio restano coperti da "segreto di Stato". L'incontro non autorizzato con papa Francesco sarebbe stato solo la "linea rossa" superata, in uno scontro che andava avanti da ormai vent'anni sulle attività economiche dei monaci Shaolin. Con vizi privati che emergono solo quando si perde l'appoggio politico.

  • Il ruolo dell'Asia Centrale nel 'nuovo ordine' di Tianjin

    Dei cinque Paesi solo il Turkmenistan non è membro della Sco, in rispetto della sua tradizionale neutralità internazionale, ma il presidente Serdar Berdymukhamedov era comunque presente alla parata di Pechino. Gli scambi commerciali tra la regione e la Cina sono cresciuti l'anno scorso del 5% e supereranno presto i 100 miliardi di dollari. La Russia è ormai costretta a ricoprire un ruolo secondario.

  • Carlo Acutis: anche l’Asia guarda al primo santo millennial

    Domani a San Pietro - insieme a quella di Piergiorgio Frassati - la canonizzazione del giovane vissuto tra il 1991 e il 2006 che utilizzava internet per diffondere la fede. Alcune sue reliquie stanno viaggiando anche nei Paesi asiatici, dove i suoi coetanei stanno imparando a conoscerlo. “Grande messaggio di speranza” per i giovani coreani che si preparano alla prossima Gmg. A Bangkok i giovani dicono: “È uno di noi”. Un nuovo seminario a lui intitolato in Laos.

  • Putin e Xi parlano di immortalità, ma i trapianti forzati in Cina restano un problema

    Nel dialogo captato con il presidente russo Vladimir Putin, Xi Jinping ha parlato della possibilità che grazie ai trapianti di organi si possa vivere anche fino a 150 anni. Ma Pechino non ha mai adottato un sistema chiaro e trasparente sulla donazioni di organi. E nonostante l'approvazione di diversi regolamenti nel corso degli anni, continuano a circolare informazioni sui prelievi forzati a scapito soprattutto delle minoranze.

  • All’incontro di Tianjin chi ha vinto davvero è il generale Min Aung Hlaing

    Al summit dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Tianjin, Pechino per la prima volta ha definito il generale golpista “presidente ad interim del Myanmar”, rafforzando la giunta militare. Negli stessi giorni Delhi ha annunciato l’invio di esperti per monitorare le elezioni di dicembre, mentre sono stati firmati diversi nuovi accordi economici. Xi Jinping ha promesso l’inclusione di Naypyidaw come membro a pieno titolo della SCO, consolidando l’integrazione del Myanmar nelle piattaforme regionali a guida cinese.

  • Sempre più coreani tra gli schiavi dei centri per le truffe online in Cambogia

    Secondo dati del governo di Seoul sono ben 252 i casi segnalati di rapimenti per queste attività gestite da gruppi criminali transnazionali. La testimonianza di una ragazza tratta in salvo: "Mi hanno ingannata, derubata e tenuta insieme ad altre persone identificate solo con un numero anziché il nome". In agosto un connazionale è stato trovato morto con segni di tortura.

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