Indonesia: in 7 mila marciano e pregano per i tre cattolici condannati a morte
Il primo maggio sull'isola di Flores un corteo di 3 km ha recitato, come di tradizione, il rosario e chiesto a gran voce la liberazione di Tibo e i suoi compagni.
Il primo maggio sull'isola di Flores un corteo di 3 km ha recitato, come di tradizione, il rosario e chiesto a gran voce la liberazione di Tibo e i suoi compagni.
L'ordigno trovato durante un raid della polizia nella casa di un militante islamico. Si indaga su possibili kamikaze già reclutati e nuovi grandi attentati.
Partito di ispirazione musulmana propone un disegno di legge per applicare la legge islamica a tutti i cittadini della provincia indonesiana. La proposta rientra nei lavori per la nuova legge sull'amministrazione di Aceh, prevista dopo l'Accordo di pace di Helsinki.
A tre anni dalla sentenza capitale, le autorità danno il via alla preparazione tecnica della condanna. La loro morte non fa sperare in una soluzione positiva del caso dei tre cattolici, che attendono di essere giustiziati a Palu.
In un incontro con Muzadi, presidente del Nahdlatul Ulama, Solana dichiara la volontà di lavorare per la cooperazione fra Islam e occidente. Il diplomatico Ue visita anche Banda Aceh.
L'accusa arriva dai tre cattolici condannati a morte per quei fatti: "Ora la polizia indaghi". Tra i maggiori responsabili anche l'ex vicesindaco di Poso, provincia di Sulawesi centrali.
La Corte Suprema ha nominato un nuovo gruppo di giudici con il compito di rivedere le accuse contro Fabianus Tibo, Dominggus da Silva e Marinus Riwu. I giudici hanno invitato "a non procedere con l'esecuzione mentre il giudizio è sospeso: sarebbe un crimine contro l'umanità".
Il noto attivista musulmano Gus Dur chiede di salvare Tibo e i suoi due compagni, unici condannati per un conflitto di cui lo stesso capo di Stato, forse, non vuole spiegare le cause. Una Ong discute "l'integrità morale di Susilo".
Padre Leonardus Mali invia la sua proposta al presidente; gli studenti universitari accolgono con entusiasmo l'iniziativa e danno il via a una raccolta di firme a favore di Tibo e dei suoi compagni.
La richiesta motivata dall'intenzione di interrogare Tibo e altri 10 presunti istigatori delle violenze a Poso. Cresce la mobilitazione dei cristiani nel Paese.
Esponenti della società civile indonesiana chiedono che il presidente faccia chiarezza sui "reali perché" di questa condanna e sul "rigido" atteggiamento del procuratore generale. Ancora attesa per la risposta di Susilo Bambang Yudhoyono sulla richiesta di grazia.
Ieri diversi gruppi per i diritti umani hanno firmato un comunicato, in cui chiedono l'annullamento della sentenza contro Tibo e i suoi compagni e l'abrogazione della pena capitale nel Paese. Attesa per la risposta del presidente Susilo alla seconda richiesta di grazia.
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