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Gregory

  • Governo birmano libera 12mila detenuti in nuova operazione di immagine

    Il generale Min Aung Hlaing ha annunciato il gesto per il National Farmers’ Day, ma tra loro non c’è Aung San Suu Kyi e migliaia di persone restano comunque in carcere. L’esercito inoltre ha continuato a condurre bombardamenti contro i civili. L’iniziativa arriva in un momento di tensioni interne alla giunta e mentre l’Asean resta divisa sulla gestione della crisi birmana.

  • Il generale birmano Min Aung Hlaing verso la presidenza mentre si rafforza l’asse con Pechino

    Il capo della giunta militare si prepara a lasciare formalmente la guida dell’esercito per assumere la presidenza nel nuovo governo che entrerà in carica ad aprile. La creazione di un Consiglio consultivo con poteri trasversali potrebbe consentirgli di mantenere il controllo sull'intero sistema di regime. Intanto il vice Soe Win emerge come figura chiave nei rapporti con la Cina.

  • L'espulsione dei diplomatici di Timor Est spacca l'Asean sulla crisi birmana

    Il provvedimento di Naypyidaw contro l'incarica d'affari di Dili segue l’apertura di un procedimento giudiziario per presunti crimini di guerra commessi dall’esercito birmano. È la prima volta che un tribunale di un Paese del blocco regionale avvia un’azione legale contro un altro Stato membro. La vicenda evidenzia le profonde divisioni interne all'organizzazione, spaccata tra chi chiede maggiori pressioni e chi vuole un riavvicinamento dopo le controverse elezioni.

  • Passate le elezioni in Myanmar altre bombe 'precise' colpiscono i civili

    Nelle ultime settimane la campagna militare della giunta birmana è proseguita con raid su villaggi, mercati e monasteri, anche per mezzo della sorveglianza digitale. I militari rivendicano l’uso di armi “di precisione”, ma medici e testimoni denunciano un aumento della letalità. Min Aung Hlaing ha visitato le zone di conflitto nel Sagaing, si teme una nuova escalation.

  • Bangkok: dopo la vittoria di Anutin, i migranti birmani tornano invisibili

    Decisivi per l'economia ma ignorati dal dibattito pubblico: i lavoratori fuggiti dal Myanmar non erano presenti tra i temi dell'ultima campagna elettorale. Con la vittoria del premier thailandese Anutin Charnvirakul e del suo partito conservatore Bhumjaithai, molti si aspettano di vedere legalizzata la propria situazione, dopo che lo scorso anno sono stati approvati i permessi lavorativi dei rifugiati nei campi profughi in sostituzioni dei migranti cambogiani.

  • Ultima tornata elettorale in Myanmar: raid della giunta colpiscono civili nello Stato Kachin

    Alla vigilia dell’ultima fase delle elezioni organizzate dalla giunta militare, i bombardamenti aerei hanno colpito la popolazione civile in diverse regioni del Myanmar. Nel villaggio di Kawngjar, nello Stato Kachin, un attacco durante una preghiera funebre ha causato almeno 22 morti. Altri raid hanno colpito Magway e Sagaing. Il processo elettorale è terminato con intimidazioni, mentre le aree sotto il controllo della resistenza sono state escluse dal voto.

  • A Timor Est la minoranza Chin porta la giunta militare birmana davanti alla giustizia

    Un’organizzazione per i diritti umani ha presentato a Dili una denuncia contro la giunta del Myanmar per crimini contro l’umanità. La scelta di Timor Est, entrato di recente nell’ASEAN e segnato da una propria storia di occupazione e violenze, apre un nuovo fronte giudiziario nel sud-est asiatico. I generali di Naypyidaw hanno reagito con una protesta diplomatica, accusando Dili di violare il principio di non ingerenza previsto dalla Carta dell’ASEAN.

  • Urne sotto le armi: la giunta birmana porta le elezioni nei territori del conflitto

    Si è svolta l’11 gennaio la seconda fase delle elezioni generali promosse dalla giunta militare del Myanmar. Il voto ha raggiunto anche aree contese e zone di conflitto, dove i militari hanno rivolto minacce ai civili e lanciato accuse di coercizione. Secondo le Nazioni Unite e osservatori indipendenti, il processo è privo di credibilità democratica e rappresenta un tentativo di legittimazione internazionale di un regime che continua a governare con la forza.

  • Nuova frattura nella resistenza birmana: gruppo karen proclama Stato indipendente

    Il generale a capo della Kawthoolei Army (KTLA), una delle milizie che combattono contro la giunta miltare, nei giorni scorsi ha annunciato la nascita della “Repubblica di Kawthoolei” al confine con la Thailandia. La mossa divide il popolo karen ed è stata criticata perché rischia di indebolire il fronte anti-giunta nella guerra civile, in un momento già molto delicato per la resistenza.

  • Pechino rivendica il proprio ruolo nelle contestate elezioni a Yangon

    L'inviato speciale per gli Affari Asiatici Deng Xijun ha detto che il voto (con garanzie per gli interessi cinesi) era una condizione posta da Xi Jinping a Min Aung Hlaing. I risultati diffusi dal regime birmano sul primo turno del 28 dicembre confermano la scontata vittoria con margine molto ampio del partito degli ex-generali. In Myanmar la Cina cammina comunque sul filo, continuando a sostenere anche le milizie etniche che controllano le aree sul confine.

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