Voto regolare in Nepal, nel primo seggio scrutinato sconfitti i maoisti
Solo pochi incidenti in un pugno di seggi, ma con almeno 4 morti. Ci vorranno oltre 10 giorni per lo spoglio. Nel primo seggio assegnato, sconfitta dei maoisti.
Solo pochi incidenti in un pugno di seggi, ma con almeno 4 morti. Ci vorranno oltre 10 giorni per lo spoglio. Nel primo seggio assegnato, sconfitta dei maoisti.
Prevista una lunga vacanza, per consentire a tutti di votare. Ma milioni di nepalesi all’estero avevano chiesto di votare dove abitano, perché il viaggio è troppo lungo. L’Onu chiede ai maoisti di cessare attentati e violenze pre-elettorali.
Ufficialmente, gli esuli tibetani a Kathmandu interrompono le proteste anti-cinesi per rispetto verso le prossime elezioni governative. In realtà, il governo li ha avvertiti: galera a tempo indefinito per chi continua a manifestare.
Le bombe hanno causato tre morti e alcuni feriti. L’attacco rivendicato da un gruppo che vuole mantenere il Nepal come nazione indù. Una minaccia allo svolgimento delle elezioni dell’Assemblea costituente.
Con l’avvicinarsi delle elezioni per l’Assemblea costituente previste per il 10 aprile, aumentano gli attacchi da parte dei maoisti contro i partiti dell’opposizione.
I monaci buddisti in Nepal scendono in piazza accanto ai dimostranti pro Tibet. Le critiche al governo e ai maoisti nepalesi, troppo compiacenti verso Pechino. Oltre 10mila monaci tibetani si sono rifugiati nel Paese.
Leader buddisti dalla Corea in pellegrinaggio in Nepal si sono radunati a centinaia per pregare nel luogo di nascita del Buddha.
Centinaia di scuole islamiche e buddiste chiedono ora il riconoscimento. Lo Stato darà anche un contributo ma chiede l’adozione anche di libri non religiosi in inglese e in nepalese. Contestazioni da gruppi islamici.
Il medico indiano, ritenuto “cervello” di un traffico internazionale d’organi, ammette oltre 3mila trapianti di reni. Ma dice che è stata solo una “vendita”: da poveri indiani a ricchi stranieri. Comprava reni a circa 2mila dollari e li vendeva a 20mila.
I comunisti, membri della coalizione di governo, infrangono l’accordo di pace dello scorso novembre e ridanno vita ai parlamenti locali, non statali, che serviranno per “gestire” le elezioni all’Assemblea costituente.
I membri di alcune minoranze etniche nepalesi si appellano al governo per chiedere una moratoria contro l’aborto, unica garanzia per la protezione della vita e dei diritti umani.
Al confine tra i due Stati, migliaia di asceti indù protestano pacificamente. Per un giorno bloccano le strade, cantando inni e slogan. Ora gli estremisti minacciano maggiori azioni, se il governo non ripristina il re e la monarchia indù.
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