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Lisa Bongiovanni

  • Identità digitale cinese centralizzata, nuova frontiera del controllo?

    Da oggi in funzione nella Repubblica popolare il nuovo sistema che permette di autenticarsi ai servizi online con un unico codice fornito dal ministero della Pubblica sicurezza. Per ora facaltotativo, è però incoraggiato da diversi siti. Le autorità di Pechino parlano di uno strumento "per tutelare la privacy" e contro i furti di identità. Ma in molti sospettano che renderà ancora più facile la sorveglianza su ogni attività online.

  • Guerre commerciali: Kuala Lumpur non importerà più rifiuti Usa

    Scattato il 1 luglio il blocco per i Paesi che non aderiscono alla Convenzione di Basilea, il trattato internazionale contro il trasporto di rifiuti pericolosi, plastica compresa. Nel 2024 erano arrivate in Malaysia dagli Usa 35mila tonnellate di spazzatura, ora in cerca di una nuova destinazione. Già la Cina nel 2018 aveva chiuso i suoi porti, spostando questo commercio redditizio ma pericoloso verso il Sud-est asiatico. Vietnam, Laos e Cambogia hanno tuttora regolamentazioni meno ferree.

  • Caldo, energia ed emissioni: il boom dei condizionatori nel Sud-est asiatico

    Secondi alcuni dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia i Paesi dell'Asean nel 2040 avranno 300 milioni di unità installate contro i 37 milioni di oggi. Mentre l'India si appresta a superare la Cina come maggiore consumatore al mondo di aria condizionata. La sfida della sosteniblità passa dall'alimentazione attraverso fonti rinnovabili ma anche da nuovi sistemi come le "serpentine fredde" che sta sperimentando Singapore.

  • Lotta alla droga a Seoul: pugno duro con i divi, ma senza percorsi di recupero

    Nella Giornata mondiale promossa dall'Onu la denuncia di Huh Jae-hyun, noto giornalista coreano lui stesso travolto qualche anno fa da una dipendenza: "Una guerra miope che emargina, senza preoccuparsi di reintegrare nella società". E mentre i media locali corrono dietro alle notizie sulle celebrità accusate di fare uso di sostanze, il numero dei giovani consumatori esplode.

  • Akaravong e gli altri attivisti colpiti all'estero da Vientiane

    Un rifugiato politico laotiano è stato gravemente ferito nei giorni scorsi a Pau, in Francia, dove si trova da tre anni dopo le minacce ricevute per aver denunciato la corruzione e le responsabilità pubbliche nella tragedia del crollo di una diga. Un caso non isolato, denunciano alcune ong. Mentre le autorità francesi ritengono il movente politico dell'aggressione il più verosimile.

  • Tokyo verso le elezioni della Camera Alta nel mezzo della crisi del riso

    Il 20 giugno il rinnovo della metà dei seggi che è diventato un appuntamento cruciale per Ishiba dopo che nelle elezioni dello scorso ottobre il Partito Liberal Democratico non ha ottenuto la maggioranza assoluta nella Camera Bassa della Dieta. Cruciale per l'elettorato sarà il giudizio sulle risposte messe in campo di fronte all'impennata dei prezzi del cereale simbolo, che fin dagli anni Settanta è un tema politico di primaria importanza a Tokyo.

  • Religioni nel mondo: il calo dei buddhisti

    Secondo i più recenti dati del Pew Research Center sono l'unica confessione ad avere un numero di fedeli più basso rispetto a quello del 2010, con un calo di 18,6 milioni di fedeli. Effetto della diffusione in Paesi fortemente segnati dalla crisi delle nascite ma anche dei mutamenti nel mondo giovanile delle società del sud-est asiatico. Anche l'età media vicina ai 40 anni è la più alta tra i fedeli delle diverse religioni.

  • Perché sono gli studenti indiani i più colpiti dal blocco di Trump

    Sono oltre 300mila i giovani provenienti dal subcontinente che studiano negli Stati Uniti, un numero quasi doppio rispetto a dieci anni fa. A spingerli verso gli Usa le carenze di un sistema universitatio ancora poco competitivo anche perché eccessivamente centralizzato. Così in controtendenza con il loro governo (e per evitare la concorrenza dell'Europa) alcuni atenei Usa stanno avviando nuove partnership per aprire campus in India.

  • Gli universitari cinesi, Trump e il boom delle alternative asiatiche

    Le restrizioni sui visti annunciate dalla Casa Bianca toccano in particolare gli studenti cinesi, che negli Stati Uniti oggi sono ben 277mila. Ma il loro numero era già diminuito negli ultimi anni, con la crescita delle alternative negli atenei asiatici, in particolare in Giappone, Corea del Sud e Singapore. Mentre le università cinesi scalano le classifiche nelle discipline tecnologiche ma scontano i limiti nella libertà di pensiero nelle discipline umanistiche.

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