Nelle assemblee dei religiosi indonesiani, rinnovato l’impegno per il pluralismo. Suore e sacerdoti fanno visita a diversi centri religiosi e culturali. Le iniziative di comunità e organizzazioni per promuovere il dialogo interreligioso.
Anna e Petrus coronano il loro sogno di incontrare i loro parenti. Da Shantou milioni di cinesi partirono per il sud-est asiatico nei primi anni del ‘900. I cinesi sono uno dei gruppi etnici più importanti, ma discriminati della società indonesiana. Sotto il regime di Suharto, prodotti e tradizioni cinesi furono messi al bando.
I buddisti di etnia cinese accusati di essere conniventi con i correligionari in Myanmar. Manifestazioni di protesta in tutto il Paese. L’amministrazione Widodo accusata di violazioni dei diritti dei musulmani Rohingya. Il presidente invia il ministro degli esteri in Myanmar e Bangladesh in missione umanitaria. L’ambasciatore indonesiano in Myanmar: “Non è genocidio”.
Manokwari (diocesi di Manokwari-Sorong) è una città a maggioranza cristiana. La cerimonia ha avuto luogo il 28 agosto scorso. Presenti 50 sacerdoti, due vescovi indonesiani in pensione e il superiore provinciale dell’ordine. Due dei quattro sono tribali locali, gli altri vengono dalla provincia di East Nusa Tenggara. Il giorno precedente, consacrata la nuova chiesa dedicata a S. Agostino.
Si chiude una disputa tra le autorità la multinazionale americana Freeport McMoRan Copper & Gold (Fmcg). La nuova regolamentazione mineraria di Jakarta prevede la nazionalizzazione di almeno il 51% delle azioni di ogni società estera che intende operare sul suolo indonesiano. La Fmcg aveva minacciato l’interruzione delle attività e una conseguente grave perdita di posti di lavoro. L’accordo consente alla Fmcg di operare nell’impianto di Papua fino al 2041 e costruire una fonderia.
Nella sessione plenaria della Camera (Dpr Ri), il presidente ed il suo vice Jusuf Kalla indossano i vestiti tradizionali. Con il loro gesto, Widodo e Kalla hanno voluto sedare il disaccordo politico che aveva segnato il loro rapporto. La vicenda giudiziaria dell’ex governatore cristiano di Jakarta, Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama era alla base dei dissapori. Il “nuovo nazionalismo” indonesiano ha trovato impulso anche nelle cerimonie ufficiali che si sono svolte in questi giorni.
I principi base della nazione ribaditi in una conferenza nazionale cattolica. I “Cinque pilastri” vanno protetti e difesi tra situazioni critiche tra le quali sono presenti l'intolleranza e il laicismo.
Le ordinazioni avvenute lo stesso giorno in località remote, per promuovere le vocazioni tra i giovani locali. A Belitang (South Sumatera) ordinati cinque sacerdoti e tre diaconi. Mons. John Liku Ada’, arcivescovo di Makassar, ha consacrato sette sacerdoti diocesani a Rantepao (South Sulawesi). A Kabanjahe (North Sumatera), cinque nuovi preti diocesani ed uno dell’ordine della Santa Croce.
Il pontefice invita i giovani asiatici a guardare alla Madre del Signore. Il papa esprime l’augurio che i ragazzi sappiano “ascoltare con maggiore attenzione la chiamata di Dio e che rispondano alla loro vocazione, con fede e coraggio”. Più di 20mila cattolici delle comunità cattoliche dell’isola di Java, insieme ai delegati, hanno assistito alla cerimonia di chiusura dell’Asian Youth Day. Nel 2020 sarà l’India il Paese ospitante l’ottava edizione della manifestazione giovanile.
Jonathan Cho era un ragazzo solitario e sedentario, ora è molto impegnato in iniziative per la salvaguardia dell’ambiente. Sumbal Tariq: “Ispirata dall’enciclica, sono impegnata nel piantare alberi e proteggere le sorgenti d'acqua”. Mons. Pius Riana Prapdi, vescovo della diocesi di Ketapang: “I due ragazzi hanno saputo portare nelle loro vite lo spirito dell’enciclica e diventare valido esempio per gli altri”. P. Yohanes “Santo” Dwi Harsanto: “Imparare il coraggio di diffondere i valori sociali della dottrina e gli insegnamenti della Chiesa cattolica.
La manifestazione giovanile di Yogyakarta ha un forte risvolto interreligioso. Nella giornata di oggi, dal tema “L’unità nella diversità culturale”, si è svolto un incontroa sulla coesistenza. I leader islamici: “Radicalismo e terrorismo sfide da vincere insieme”. Il card. Patrick D’Rozario di Dhaka: “Intolleranza e terrorismo non sono espressione dei valori autentici della cultura asiatica”. Il prof. Syafi’i Maarif, ex presidente di Muhammadiyah: “Corruzione, ingiustizie sociali e ‘arabizzazione’ sono le cause del settarismo in Indonesia”.
Lukman Hakim Saifuddin, ministro per gli Affari religiosi: “Allora non ci saranno più pregiudizi basati sull'etnia e sulla religione”. Presente alla cerimonia d’apertura della manifestazione anche Hamengku Buwono X, sultano e governatore di Yogyakarta. Mons. Robertus Rubyatamoko, arcivescovo di Semarang e presidente del Comitato organizzatore: “Sperimentare la vera ‘identità sociale’ delle nazioni asiatiche: la diversità e la società pluralistica”.