Il filo-russo Onufry è il nuovo metropolita di Kiev
Eletto ieri dal Sinodo dei vescovi, la sua intronizzazione è prevista per il 17 agosto. Patriarcato di Kiev: è la fine del dialogo per creare un'unica Chiesa ucraina slegata da Mosca.
Eletto ieri dal Sinodo dei vescovi, la sua intronizzazione è prevista per il 17 agosto. Patriarcato di Kiev: è la fine del dialogo per creare un'unica Chiesa ucraina slegata da Mosca.
Questa sera sarà designato il successore di Vladimir, morto lo scorso 5 luglio. Egli riceverà la benedizione di Kirill, patriarca di Mosca. Timori di influenze politiche nella scelta dei candidati. Fra i più probabili: il vescovo Onufry, locum tenens di Kiev e il metropolita Aleksandr, amico del presidente Poroshenko.
Intanto è mistero su una dichiarazione del leader del Cremlino che nello stesso incontro con le comunità ebraiche ha definito come un "uomo di talento" il nazista Goebbels.
L'Assemblea dei vescovi si raduna il 13 agosto. Mosca vuole evitare la proclamazione dell'autocefalia e l'unità con la Chiesa ortodossa di Kiev. Ma anche i politici ucraini potrebbero avere un peso. Fra i candidati: Onufry, metropolita di Chernivtsi e Bukovina, il metropolita Aleksandr (Drabinko), il metropolita Simeon di Vinnitsa.
Petro Poroshenko è un ortodosso praticante. Il primate russo cerca rapporti amichevoli con le autorità di Kiev, preoccupato del futuro incerto della Chiesa ortodossa ucraina-Patriarcato di Mosca, sempre più "autonoma". Kirill critica i greco-ortodossi: sono "russofobici".
Il capo del Cremlino arriva con una folta delegazione di 46 aziende, fra cui le big del petrolio e del gas. Una quarantina i documenti da firmare. Mosca spera ci sia anche l'atteso contratto per le forniture di gas siberiano. Si parlerà anche di Ucraina.
Attivisti e giornalisti denunciano il clima di paura e illegalità nella regione: ucciso un soldato ucraino e un attivista tataro. La scrittrice bielorussa Svetlana Aleksijevich mette in guardia Putin dal fomentare gli istinti primordiali della popolazione. Nel timore di una guerra.
Il patriarca Filaret prega perché l'Ucraina sia liberata "dagli occupanti". Gli ortodossi di obbedienza moscovita temono di essere cacciati via dall'Ucraina. Il Patriarcato di Mosca ha riconosciuto il diritto dell'Ucraina all'autodeterminazione, ma rimane sotto l'ombra di Putin. L'invasione della Crimea come l'Anschluss della Germania nazista.
Le parole del primate russo-ortodosso - lette in tutte le chiese del Patriarcato di Mosca - arrivano dopo le ore di violenze sul Maidan e il completo cambiamento della situazione politica: liberata la Tymoshenko; nominato un nuovo presidente ad interim; indette elezioni presidenziali per il 25 maggio. Per ora la Russia si limita a congelare gli aiuti economici e rimane a guardare.
Esperti del centro Sova denunciano l'escalation contro minoranze religiose. Il 25 novembre si apre processo a Tagarong contro 16 TdG, accusati di estremismo per aver continuato a pregare e leggere Bibbia insieme, dopo il bando della comunità deciso dalla Corte suprema russa nel 2009.
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