India: nell'epidemia l’impegno della Chiesa in aiuto dei più deboli
Il blocco ha portato a una disoccupazione diffusa e alla conseguente perdita di mezzi di sussistenza per quei lavoratori che vivono di salari giornalieri e i tribali.
Il blocco ha portato a una disoccupazione diffusa e alla conseguente perdita di mezzi di sussistenza per quei lavoratori che vivono di salari giornalieri e i tribali.
Il premier Modi prolunga la chiusura di imprese e comunicazioni fino al 3 maggio. Oltre 120 milioni di lavoratori a giornata divenuti in un attimo degli indigenti. “Sono venuto a Mumbai sperando di aiutare la mia famiglia. Ma ora non ho nulla”. La carità del gruppo Pahunch, che ha distribuito razioni per 800 migranti tribali.
Stamane l’arcivescovo di Mumbai ha guidato una Via Crucis nella cattedrale. La reliquia è un dono della città di Brescia e della famiglia di Paolo VI. Il Maharashtra è lo Stato indiano più colpito dal coronavirus con 1364 casi e 97 morti.
Sr Sienna, 73 anni, originaria del Jharkhand, è forse la prima Missionaria della Carità che muore nell’infezione. Il suo convento a Swansea è isolato: tutta la comunità è infetta. Anche la casa di Parigi è in isolamento; una suora è grave.
Ashfaq Alamis, 43 anni, e sua suocera Fazila Bibi, 62 anni, sono disoccupati, senza soldi, né cibo. Rischiano di essere sfrattati. Il “lockdown” del Paese ha creato una marea di 120 milioni di migranti senza lavoro. “Mi è stata tolta anche la mia dignità”. Il premier Modi invita tutti gli indiani ad accendere una candela il 5 aprile alle 21 “per combattere le tenebre” del coronavirus.
Consegnati cibo e altri aiuti a 170 famiglie nella diocesi locale. Dopo la quarantena imposta dal governo sono senza lavoro e senza soldi. Non hanno diritto neanche alle razioni alimentari messe a disposizione dallo Stato. Il rischio del contagio.
Ad oggi i dati ufficiali mostrano 1637 casi positivi e 38 morti. Ma gli esperti prevedono fino a 300milioni di contagiati. I lavoratori migranti a giornata rimasti senza lavoro, senza casa, senza cibo. P. Frederick D’Souza e i suoi fedeli offrono soldi e cibo ai muratori nello slum vicino alla parrocchia. “Una migrazione vastissima e senza precedenti. Temo che causerà una tragedia, una catastrofe umana”.
L’esodo di massa dalle grandi città coinvolge milioni di poveri. I casi di coronavirus sono arrivati a 1.251. La diocesi distribuisce sacchetti alimentari a tutti coloro che rientrano in città. Celebrità positive al test “hanno ricevuto un trattamento eccellente”.
Milioni di persone sono rimaste senza lavoro e tornano a piedi nei villaggi d’origine. Il premier Modi si scusa per le difficoltà causate dal blocco totale. Parrocchie, diocesi e associazioni cristiane assistono migranti, dalit e profughi. Sacerdote: “Li chiamano ‘mangia-topi’. Una benedizione i nostri aiuti”.
In India il test del Covid-19 costa troppo: 12 euro. Il Paese non riesce ad applicare le direttive sanitarie dell’Oms. Non ci sono laboratori pubblici a sufficienza. Dovrebbero essere coinvolti quelli privati, ma prima vanno formati. Quarantena, distanziamento sociale e immunità innata potrebbero aiutare a isolare il contagio.
Il Consiglio nazionale delle Chiese in India e l’Alleanza evangelica indiana hanno accolto la proposta del pontefice. Mons. Felix Machado: “Le persone sono terrorizzate e nell’ansia; la situazione ci chiede di testimoniare una profonda fede”. Rev. Vijayesh Lal, segretario generale dell’Efi: Chiediamo a tutte le comunità di pregare e prendersi cura delle persone anziane e senza lavoro.
P. Pauly Padayatty è stato poi rilasciato su cauzione. La polizia ha arrestato altre persone che partecipavano a raduni e processioni in templi e moschee. Il card. Gracias celebra la messa online e dà nuove disposizioni per i funerali e le confessioni.
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