La Cambridge University Press fa dietro front: no alla censura richiesta dalla Cina
La decisione di obbedire alla Cina, cancellando 300 articoli ‘sensibili’, ha scatenato critiche internazionali e una petizione online di boicottaggio. “È inquietante che la Cina tenti di esportare la sua censura”. Joseph Cheng: “Una mancanza di rispetto verso la libertà accademica nel mondo, ma anche un enorme senso di insicurezza che cresce nella leadership cinese”.












