Seguono le indicazioni di Pechino che garantisce libertà nel business, pur soffocando le libertà civili. Molte di loro hanno potuto vivere e arricchirsi sia sotto i britannici che sotto la Cina.
La polizia ha caricato il “raduno illegale” con proiettili urticanti, bastoni e scudi. I dimostranti, con la torcia del cellulare, hanno gridato slogan per “liberare Hong Kong”. Preoccupazione per il varo della legge sulla sicurezza nazionale. Il primo luglio, anniversario del ritorno di Hong Kong alla Cina, è prevista una manifestazione di massa.
Migliaia di persone si sono riversate al Victoria Park, contravvenendo all’ordinanza della polizia che aveva proibito raduni con oltre otto persone per motivi “sanitari”. Hanno partecipato anche molti giovani che negli anni scorsi reputavano la veglia un inutile rituale. Oltre al Victoria Park, vi sono stati raduni a Tsim Sha Tsui, Sai Ying Pun, Sai Kung and Tuen Mun, Yuen Long, Kwun Tong, Tsing Yi, Tai Wai e Sha Tin. La polizia è stata ai margini senza intervenire. Scontri a Mong Kok. Il vescovo ausiliare mons. Joseph Ha ha celebrato la messa per i morti di Tiananmen nella chiesa dell’Holy Cross.
In sette chiese vi saranno celebrazioni liturgiche per i massacrati di Tiananmen, organizzate da Giustizia e Pace. Il vescovo ausiliare mons. Joseph Ha presiederà la messa alla chiesa dell’Holy Cross. Tutte le persone sono invitate ad accendere una candela alle 8 di stasera. Le forze di polizia vogliono sgomberare il Victoria Park dove si raduneranno attivisti democratici a gruppi di otto per ovviare ai limiti imposti dalle regole anti-pandemia. Ieri sera memoriale di Tiananmen a lume di candela davanti alla prigione di Lai Chi Kok, dove sono reclusi molti degli arrestati in questi mesi.
Gli organizzatori invitano la popolazione ad accendere candele ovunque e partecipare a raduni online. Gruppi di otto persone – unico numero consentito dalle regole anti-pandemia – si raduneranno nel Victoria Park, come ogni anno. I motivi “sanitari” strumentalizzati per attuare una censura sull’evento, unico nel mondo cinese. Online anche la messa per i caduti di Tiananmen e un incontro di preghiera, che si teneva di solito prima della grande veglia.
Quest’anno per motivi “sanitari” è proibita la veglia che ricorda i morti di Tiananmen. Hong Kong è l’unico luogo nel mondo cinese dove da 30 anni si ricorda quell’evento. Maria Tam, già membro del governo britannico e ora una delle voci più fedeli di Pechino rassicura: se non vi sono pretese secessionistiche, si potrà tenere la veglia. Per la Tam, in Cina non c’è il partito unico, né una dittatura.
Per il capo della polizia, Chris Tang, le forze dell’ordine “cacceranno l’oscurità da Hong Kong”. Fra i 360 arrestati, vi sono pure decine di ragazzi e ragazze della scuola media. Le critiche dei social. Tensioni nel Legco; un parlamentare democratico portato fuori dall’aula. I “silver hair” vogliono organizzare una manifestazione contro la legge sulla sicurezza voluta da Pechino. Per Mike Pompeo Hong Kong non è più “autonoma”.
Molte forze dell’ordine sono in tenuta anti-sommossa. Approntati barriere, reti di metallo, filo spinato; controlli e perquisizioni; passaggi chiusi. Arrestate 16 persone, molti giovani di 14-15 anni, per possesso di “armi”: cacciaviti, bottiglie molotov, forbici, taglierini, cavi. In atto un boicottaggio sociale: treni della metropolitana fermati; chiodi sparsi sulle strade; rallentamento del traffico nei tunnel sottomarini. Flash-mob in un centro commerciale. Solo 5 persone del pubblico possono entrare oggi nel parlamento per seguire la discussione.
Aveva 98 anni. Quasi 20 casinò della città erano suoi, compreso il Grande Lisboa. Per la Cina è “un imprenditore patriottico”. È stato anche un benefattore della Chiesa, con un’onorificenza vaticana. È stato fra gli estensori della Basic Law di Macao e consigliere per quella di Hong Kong. Ha avuto quattro mogli e 17 figli.
La maggior parte dei fermati è accusata di raduno illegale. Quella di ieri era la prima manifestazione di massa durante il lockdown, che vieta raduni con più di otto persone. Wang Yi cerca di tranquillizzare l’opinione pubblica. Ma il movimento democratico ha in programma un’altra dimostrazione fra due giorni.
A causa dell’emergenza pandemica, ogni raduno con più di 8 persone è considerato illegale. Un manifestante: “E’ meglio farsi arrestare che tacere”. I poliziotti armati di fucili, spray urticanti, camionette corazzate e idranti.
La polizia del territorio esige raduni di non più di 4 persone e una distanza sociale di quasi due metri. La confederazione dei sindacati (pro-democratica) ha disseminato più di 60 edicole in tutto il territorio, dove 4 persone distribuivano materiale pubblicitario. Centinaia di poliziotti cacciano un gruppo di giovani da un centro commerciale a Shatin. La “settimana d’oro” degli acquisti a favore di negozi e ristoranti “pro-democrazia”.