La Giornata Missionaria della parrocchia più colpita del Kandhamal
Malgrado le limitazioni per il Covid-19, molti fedeli alla celebrazione per Cristo Re. La parrocchia di Nostra Signora della Carità è stata vandalizzata nel 2004 e nel 2008.
Malgrado le limitazioni per il Covid-19, molti fedeli alla celebrazione per Cristo Re. La parrocchia di Nostra Signora della Carità è stata vandalizzata nel 2004 e nel 2008.
Meghanjali Majhi ha disegnato i fiori su carta perché non poteva andare nella foresta a raccoglierli. Maria intercederà per arrestare la pandemia. Santojini, madre di Majhi: “Grazie all’intervento della Madonna ci siamo salvate dagli attacchi dei fondamentalisti indù tra il 2007 e il 2008”.
Un centinaio di vedove di Raikia (Kandhamal, Orissa) ha ricevuto pacchi dono: riso, patate, cipolle, zucchero, un pacco di biscotti, un litro di olio, cinque pezzi di sapone, alcune mascherine chirurgiche. A causa della quarantena, centinaia di milioni hanno perduto il lavoro e ogni mezzo di sostentamento.
Una messa – con le dovute cautele sanitarie - per chiedere al patrono della Chiesa la fine dell’epidemia. Preghiera quotidiana “per la salute e la forza dei miei fratelli cristiani e delle persone di altre fedi, caduti vittime del coronavirus”. “Non dobbiamo lasciar fuori Dio da questo dramma”. Questa sera alle 21, papa Francesco partecipa al rosario indetto dai vescovi italiani.
L’uomo ha studiato nell’ashram creato dallo Swamy Laxamananda. “Hanno instillato nella mia mente il veleno dell’odio fin dall’infanzia”. Torturato per aver aderito al cristianesimo. Oggi visita le famiglie e invoca la guarigione dei malati attraverso il potere della preghiera.
Circa 700 ragazzi sopravvissuti ai massacri del 2008 affrontano quest’anno gli esami della 10ma classe. Alunni cristiani e indù si recano a pregare al santuario distrutto durante il pogrom. Vescovi augurano buona fortuna a tutti gli studenti.
I presenti hanno osservato un minuto di silenzio. Il santuario mariano si trova nella diocesi di Berhampur, in Orissa. È un luogo di culto amato da fedeli di tutte le religioni. Vescovo locale: “L’unica fonte di vera felicità è il Signore”.
Il villaggio in cui viveva Uglu Sandi Majhi è stato saccheggiato e bruciato dai radicali indù. Suo figlio di due anni è morto di fame, sete e freddo nella giungla. Parroco di Kotogargh: “Nessuna spada o minaccia fisica può impedire loro di credere in Cristo, nostro Redentore”.
La celebrazione si è svolta nella chiesa di Raikia, uno dei villaggi più colpiti dai radicali indù nel 2008. Vescovo di Cuttack-Bhubaneswar: “I cristiani sono stati pronti al sacrificio, persino fino alla morte, per testimoniare il Re della pace e della giustizia”.
L’acqua sgorga dai piedi di Cristo sulla croce e da alcune rocce sottostanti. Ha iniziato a scorrere il 2 novembre, nella commemorazione dei defunti. Il santuario è stato eretto nel 1917 per volere di persone di ogni fede, per rendere grazie alla Vergine Maria che li aveva protetti dalla peste.
Circa 50mila fedeli hanno partecipato alle commemorazioni per l’11mo anniversario. Sopravvissuto: “I martiri ci ispirano a testimoniare Cristo”. Presidente dell’associazione delle vittime: “Intollerabile l’odio contro i cristiani diffuso dai fondamentalisti”.
La religiosa francescana ha pronunciato i voti solenni il mese scorso. Sacerdoti, suore e migliaia di persone si sono radunate a Raikia per una messa di ringraziamento. Presenti alla cerimonia anche alcuni estremisti indù pentiti. Nell’agosto del 2008, i radicali hanno ucciso circa 100 cristiani del Kandhamal.
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