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Vladimir Rozanskij

  • I kazaki approvano la Costituzione di Tokaev

    Il 77,1% degli elettori a favore. Numerose contestazioni da parte degli osservatori indipendenti. Ben 33 le modifiche proposte per democratizzare il Paese e superare l’attuale super-presidenzialismo. Il presidente Tokaev cerca di liberarsi dell’ombra di Nazarbaev, l’ex “padre della Patria”.

  • La difficile mobilitazione nel Donbass occupato dai russi

    Già prima dell’invasione le autorità separatiste di Lugansk e Donetsk avevano imposto il reclutamento generale. Gli uomini tentano in ogni modo di evitare l’arruolamento. I sussidi promessi loro da Putin non sono mai arrivati. In caso di morte in combattimento le famiglie ricevono meno di 200 euro di compensazione.

  • Le menzogne della polizia cinese nello Xinjiang

    Pubblicati documenti ufficiali sottratti ai server delle autorità cinesi: 3mila fotografie di detenuti, diversi video, 20mila verbali di arresto e oltre 300mila dati personali. Confermano che quelli nella regione cinese sono campi di concentramento per le minoranze turcofone di fede islamica.

  • Patriarca Kirill: non ci separeremo dagli ucraini

    Il Patriarcato di Mosca minimizza la decisione della Chiesa ortodossa ucraina di rompere i legami con quella russa. Metropolita russo Ilarion: i nemici della vera Chiesa vorrebbero mettere le mani sulle proprietà e la stessa denominazione canonica. Difficile un’unione tra la nuova Chiesa indipendente ucraina e quella autocefala di Kiev.

  • Mosca, la Duma contro l’Occidente

    Il Parlamento russo studia risposte alle sanzioni occidentali per l’invasione dell’Ucraina. In ballo misure contro la proprietà delle ditte straniere e i media esteri. Sotto i riflettori anche la maternità surrogata. La “guerra” dei deputati russi ai nemici del Paese ha valore più simbolico che pratico: decide tutto Putin.

  • Successione a Putin: pronto il ‘falco’ Patrušev

    Crescono le voci di un cambio al vertice del Cremlino. Problemi di salute per il presidente russo, criticato per l’andamento della guerra in Ucraina da “falchi” e “colombe”. Timori per gli effetti delle sanzioni occidentali. La scelta di Patrušev sarebbe però in continuità con la linea putiniana.

  • La catastrofe del mondo accademico russo

    Dopo l’invasione dell’Ucraina, cacciati dagli istituti superiori tutti gli insegnanti “non allineati”. Molti di loro si dimettono in modo spontaneo e lasciano il Paese. Ai tempi sovietici la vita universitaria in Russia era molto più libera e aperta di quanto sia ora.

  • Censure e scontri in Georgia

    Proteste per la condanna al carcere del giornalista di opposizione Nika Gvaramia. Le sue idee sgradite al governo del Sogno Georgiano. Critiche dalla Ue alle autorità di Tbilisi. L’opposizione chiede all’esecutivo di applicare le sanzioni occidentali alla Russia. L’Ucraina si sente tradita dagli “amici” georgiani.

  • La decolonizzazione dell’Ucraina

    Parlamento di Kiev discute legge sulla toponomastica per cancellare riferimenti alla Russia. Processo iniziato con la “de-comunistizzazione”. Per Putin la nazione ucraina e il suo popolo non sono mai esistiti. Rimane l’ambiguità di un’eredità ancora tutta da ridefinire.

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