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Vladimir Rozanskij

  • Il Patriarcato di Mosca cambia il metropolita della Bielorussia

    Il metropolita Pavel è sostituito da Venjamin. Nelle scorse settimane, Pavel si era dapprima congratulato con Lukashenko, poi si è corretto, poi ha appoggiato le richieste dei cattolici al governo. La Chiesa ortodossa ha proibito ai fedeli di partecipare a manifestazioni pubbliche e ad immischiarsi di politica. Kirill teme una conclusione simile a quella ucraina.

  • Mons. Kondrusiewicz incontra il ministro; Lukashenko minaccia le Chiese

    Il metropolita di Minsk ha chiesto chiarimenti sugli scomparsi e che i sacerdoti possano incontrare i prigionieri. “Noi non siamo fatti per giudicare, ma per chiamare tutti coloro che commettono dei crimini alla conversione”. Il presidente Lukashenko: “Cari miei sacerdoti, moderatevi e occupatevi dei vostri affari”. Sacerdoti cattolici e ortodossi guidano manifestazioni pacifiche. Lukashenko non è più il “presidente del popolo”.

  • Mons. Kondrusiewicz prega davanti alla prigione di Minsk. Naval’nyj in coma, forse trasportato in Germania

    La Grande Russia e la Russia Bianca sembrano avviate sulla strada comune del rifiuto dei “leader eterni” Putin e Lukašenko. All’arcivescovo di Minsk è stato vietato l’ingresso nelle prigioni, dove lui voleva confortare gli arrestati di queste settimane. Il prelato ha chiesto la liberazione di tutti i fermati. Naval’nyj è stato avvelenato con un tè bevuto all’aeroporto di Tomsk (Siberia). Il movimento democratico russo sostiene le manifestazioni a Minsk.

  • Camion di soldati russi si dirigono in Bielorussia

    Lo dimostrano video circolati sui social e analizzati dal gruppo Conflict Intelligence. Lukašenko (e Putin) citano le “minacce” della Lituania e della Nato. Proteste e scioperi in tutto il Paese. A Minsk, il presidente è zittito dagli slogan “Vattene! Vattene!”. Anche in Russia vi sono sostenitori delle proteste in Bielorussia.

  • Cristiani di Minsk, la processione per la pace

    Anticipando l’appello di papa Francesco, centinaia di cattolici, ortodossi e protestanti hanno manifestato contro le violenze e per la pace. Ieri gigantesca manifestazione per chiedere nuove elezioni (alcune stime parlano di 200mila persone). Lukašenko sfida gli oppositori radunando decine di migliaia di suoi sostenitori. Intanto scioperano gli operai e manifestano i genitori e le donne. Sono almeno due le vittime della polizia.

  • Minsk, mons. Kondrusiewicz: Dialogare per la pace. Kirill e i vescovi ortodossi applaudono a Lukashenko

    I vescovi cattolici chiedono la fine delle violenze e che si apra un tavolo di trattative fra governo e opposizione. Per Kirill, la vittoria di Lukashenko “esalta l’attenzione alle questioni spirituali e morali della vita delle persone”. Per alcuni sacerdoti ortodossi, le congratulazioni dei loro vescovi sono una “umiliazione della dignità umana”. Continuano manifestazioni e scontri.

  • La Tikhanovskaja costretta a fuggire in Lituania

    Le autorità bielorusse l’avrebbero costretta ad andarsene, come condizione per liberare dalla prigione alcuni membri del suo staff. Secondo il Kgb, avrebbe subito minacce e un tentativo di attentato, alla ricerca di una “vittima sacrificale”. Lukashenko benedetto dal patriarca Kirill. Ma sacerdoti ortodossi e cattolici sono insieme ai manifestanti. Il rischio di una nuova Majdan.

  • Minsk, contestata la vittoria di Lukashenko

    Secondo le cifre ufficiali il leader - già in carica da 26 anni – avrebbe vinto con l’80% dei voti. L’opposizione, guidata da Svetlana Tikhanovskaja, rivendica per sé il 70% dei voti. Scontri nella capitale e in altre zone del Paese. Vi è un morto, almeno 90 feriti: 50 fra la popolazione; 40 fra i poliziotti.

  • È morto p. Boris Bobrinskoy, grande teologo russo in Europa

    Ha fatto conoscere all’occidente i tesori della spiritualità ortodossa. Ha lavorato per molto tempo con Pavel Evdokimov e Olivier Clément. È stata una grande personalità ecumenica: ha studiato coi gesuiti; ha insegnato a protestanti e cattolici; ha sostenuto la rinascita religiosa russa durante il dissenso e dopo la fine del regime ateista. La “cattività babilonese” della Chiesa russa (eccessiva dipendenza dal potere statale) e la necessità di lasciarsi trascinare dal “soffio sconvolgente dello Spirito”.

  • Da Minsk a Khabarovsk, le proteste contro le dittature

    Gli slogan “Russia, svegliati!” o in Bielorussia “Ci siamo stancati!” segnalano un esaurimento della fase “neo-sovietica” della politica russa e bielorussa. A Minsk, dimostrazione di 60mila persone contro Lukashenko (da 26 anni al potere) e a favore di Svetlana Tikhanovskaja. La popolarità di Putin è scesa al 23%. Forse è la fine dei “leader eterni”. Ma intanto dominano censura e arresti.

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