Architettura sacra in Russia, alla ricerca di nuovi stili (Foto)
Dopo 70 anni di comunismo, si torna a ricostruire chiese. Vi è un ritorno all’antico, ma anche tentativi di rileggere la tradizione e aprirla al mondo contemporaneo. Alcuni esempi.
Dopo 70 anni di comunismo, si torna a ricostruire chiese. Vi è un ritorno all’antico, ma anche tentativi di rileggere la tradizione e aprirla al mondo contemporaneo. Alcuni esempi.
La festa di Maria “Vsetsaritsa” si celebra alla fine di agosto. Guarigioni miracolose di malati di cancro e di persone infette da Aids. La preghiera per i medici affinché “diventino strumento del Medico Onnipotente, Cristo nostro Salvatore”. Il vescovo-medico Luka, che ha operato tanti anni nei lager sovietici, affermava che senza una fede profonda la persona si abbandona alla depressione.
Nella festa si ricorda la “metamorfosi” dal paganesimo al cristianesimo. Anche i cambiamenti sociali della rivoluzione sono visti come un “rinnovamento taborico”. Il patriarca Kirill a San Pietroburgo,
A giorni aprirà un centro a Mosca che potrà assistere 15 persone in contemporanea. Un’eccezione al bando di tutte le organizzazioni no-profit. Vescovo Panteleimon: I drogati, veri bisognosi. In Russia si contano circa 500mila tossicodipendenti.
Continuano le “passeggiate sui boulevard”, contro l’esclusione dei candidati dell’opposizione alle elezioni cittadine. Il 17 agosto vi sarà un nuovo raduno di 30mila persone. Il ministero degli esteri critica Washington, gli “Stati occidentali” e qualche giornale. La polizia politica sospetta perfino la presenza di “membri dell’Isis”. San Giorgio, simbolo di Mosca, reinterpretato.
In uno scontro fra operai kirghisi e cinesi, 40 persone sono rimaste ferite. Un sit-in davanti alla compagnia cinese perché il governo ritiri la licenza di sfruttamento. L’alta tecnologia e la corruzione fanno primeggiare l’opera dei cinesi.
Per il 10 agosto previste nuove “passeggiate” (manifestazioni non autorizzate) e nuovi arresti. La protesta è nata dalla richiesta di garantire a tutti i candidati dell’opposizione di partecipare alle elezioni cittadine, ma è divenuta un movimento di insofferenza verso Putin. Migliaia di arresti, uso di manganelli e gas lacrimogeni, prelievo di impronte e Dna, sequestro dei telefoni, oscuramento di internet. Ma l’atteggiamento spavaldo e provocatorio dei giovani si accresce.
Nello stesso territorio si sono confrontate la Chiesa legata a Mosca, quella autocefala di Epifanyj e quella del patriarcato non canonico di Filaret. Pompose le celebrazioni dei filo-russi, che hanno radunato circa 300mila fedeli. Esposizione di icone miracolose e reliquie. Epifanyj desidera offrire un “vicariato rumeno” nella Bucovina. Si attende il riconoscimento della Chiesa autocefala da greci e rumeni. Fuori legge il patriarcato di Filaret.
In Tunisia, laici e islamisti piangono e fanno lutto per la morte del loro presidente. Ma in Algeria e in Turchia si lanciano fatwa per proibire la sua sepoltura in cimitero musulmano. Per gli islamisti fondamentalisti Essebsi è “colpevole” di aver privilegiato una costituzione laica contro la Sharia. Suo è il progetto di legge per la parità dei diritti di uomini e donne nell’eredità.
Almeno 100 giovani sono sfuggiti alle cariche della polizia. Il luogo sacro è il punto di raduno degli ortodossi più ecumenici e aperturisti. I sacerdoti sono quasi tutti discepoli di padre Aleksandr Men’, “padre spirituale” del dissenso contro il regime sovietico degli anni 60-70. Uno di loro, p. Ioann (al secolo Giovanni Guaita), è un cattolico italiano “convertito” all’ortodossia e diventato sacerdote. Alexei Navalny ricoverato in ospedale per una “grave reazione allergica”.
Il pontefice ha insignito la stella della lirica della Gran Croce dell’Ordine pontificio di San Silvestro e ha festeggiato con la sua famiglia il suo 35mo compleanno. La Kasyan, definita “la nuova Callas” ha invitato il pontefice in Russia.
Sul territorio del Kirghizistan si trovano due enclavi tagike e quattro uzbeke, e i conflitti sorgono per questioni di terreni, acque, passaggi di frontiera illegali e discordie interetniche. Motivi ai quali spesso si aggiungono movimenti di gruppi terroristici legati all’ormai scomparso Stato islamico.
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