Il Partito comunista cinese viola la legge ma colpisce se stesso
Con i casi di “residenza sotto sorveglianza” il regime infrange il diritto in nome del diritto. Sembra un gioco di parole ma non lo è: anzi è un gioco molto pericoloso in cui nessuno, neanche gli stessi dirigenti, sono al sicuro. Lo insegna la stessa storia cinese. L’analisi del grande dissidente.












