Mondo russo

Ogni sabato l'analisi di Stefano Caprio su quanto si muove a Mosca con un'attenzione particolare alle ripercussioni sulla società, sulla cultura e sulla religiosità russa della lunga e sanguinosa guerra in Ucraina

  • La trappola sovietica di Putin

    Oggi Mosca prende tempo aspettando la proclamazione della Vittoria per il 9 maggio. Ma la sintonia con Trump le consegna già comunque ciò che attendeva da più di trent’anni: il ritorno della Russia al tavolo delle superpotenze, come attore di primo piano nell’arena politica mondiale.

  • I dissidenti religiosi nella Russia ortodossa

    Anche tra i sacerdoti ortodossi russi che intervengono contro le “liturgie belliche” ci sono posizioni diverse: da chi cerca di rimanere comunque dentro la Chiesa patriarcale a quelli che si rivolgono ad altre giurisdizioni ortodosse, chi si limita a una resistenza passiva e chi interviene esplicitamente contro lo stesso patriarca, come il teologo e diacono Andrej Kuraev.

  • La guerra santa senza fine della Russia

    L’esercito russo ha scagliato in questi giorni un numero ancora superiore di droni e bombe contro l'Ucraina, volendo ribadire la propria finalità di conquista al di là di ogni trattativa e piano di spartizione con gli Stati Uniti di Donald Trump. Per continuare ad esaltare la teologia della Vittoria, la vera divinità a cui dedicare ogni sforzo e ogni sacrificio.

  • La nuova Yalta di Putin e Trump

    Gli 80 anni della Conferenza tra Stalin, Roosevelt e Churchill e le rinnovate mire degli imperatori di oggi di dividersi il mondo. Mentre nelle stesse commemorazioni l’argomento principale ormai non è la conclusione della guerra, ma quale regime instaurare a Kiev nei prossimi anni.

  • La fine della guerra del Maidan ucraino

    A prescindere dai suoi leader e dalle sue espressioni politiche e culturali, l’Ucraina va ricostruita non solo nelle città e nelle case, come immagina il Grande Immobiliarista salito al trono dell’impero americano. Va ricostruita come un valico di confine tra il risentimento e la speranza, tra la Russia e tutto il resto del mondo

  • Le Letture del patriarca di Mosca sugli 80 anni della Vittoria

    Le conferenze formative che dalla fine dell'Unione sovietica chiudono la stagione natalizia a Mosca sono la massima rassegna ideologica della nuova Russia ortodossa. Da Kirill l'appello alla mnogočadie, la “multifigliolanza” come stile di vita indispensabile: "Siamo il Paese più grande per la sua superfice geografica, ma siamo troppo pochi per tutto questo spazio".

  • Putin e Trump, lo zar di Russia e l'imperatore d'America

    Tra il Maga trumpiano dell’America first e il sogno putiniano del Russkij Mir c’è molta sintonia nella visione post-globalista del mondo, che nei prossimi decenni verrà dominato dal neo-sovranismo autarchico e minaccioso, imperiale e coloniale, in cui la parte più sacrificabile non è tanto l’Ucraina, ma l’intera Europa.

  • I santi vincitori della Russia militante

    Come nell’antico impero romano esistevano i geni protettori della guerra, così nel nuovo martirologio patriarcale diffuso in questi giorni, i santi protettori della Russia ortodossa vengono associati alle categorie professionali, per estendere a tutte le dimensioni della vita militare e sociale i “valori tradizionali spirituali”.

  • La Russia degli indovini e degli sciamani

    Secondo una ricerca dell’agenzia Modifiers, nella lotta contro lo stress in questi anni di guerra i russi si rivolgono sia agli psicologi sia ai rappresentanti delle arti esoteriche. Mentre il traffico sui siti di astrologia, predizione del futuro e numerologia aumentato nell’ultimo anno del 38% e la Duma di Mosca cerca di proibire la pubblicità degli indovini.

  • L'Ucraina, la Chiesa e il popolo

    In una lunga intervista natalizia l'arcivescovo maggiore dei greco-cattolici Svjatoslav Ševčuk ha parlato del futuro dell'Ucraina guardandolo con gli occhi della fede. "La rappresentazione di Dio come il 'Grande Protettore' - ha spiegato - è uno stereotipo ormai andato distrutto. Dobbiamo imparare di nuovo a chiederci: Dio, dove possiamo trovarti nel tempo della guerra? In che modo oggi devo comunicare con Te?”.

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