Imam Drouiche: Il jihad con stupro, un crimine contro l’umanità (III)

Il diritto musulmano che giustifica la schiavitù e lo stupro verso donne e bambine va emendato. I musulmani devono superare silenzi e immobilismi, denunciando i genocidi. Le prospettive della convivenza.

di Hocine Drouiche

Nimes (AsiaNews) – Riportiamo qui le conclusioni dello studio offertoci da Hocine Drouiche, imam di Nimes e vicepresidente de della Conferenza degli Imam di Francia. Nella prima parte e nella seconda egli ha messo in luce che le violenze di Daesh verso cristiani e yazidi, donne e bambini in Siria e in Iraq sono consigliate e giustificate dall’insegnamento islamico che viene diffuso nei centri culturali e perfino nelle università. Qui egli suggerisce alcuni passi per una riforma del diritto islamico: denunciare i genocidi e i crimini contro l’umanità e ripensare l’islam per farlo convivere con il resto del mondo.

 

Per rimediare a questa delicata situazione, e contribuire a una migliore comprensione di tutti questi aspetti dell’islam, il Cicr (Comitato internazionale della Croce rossa) organizza sempre più frequenti discussioni, negoziati e incontri con studiosi musulmani, spesso sufi, in questi Stati musulmani fatti a pezzi dai conflitti armati.

Tali incontri in tempo di conflitti armati, completano le conferenze organizzate in tempo di pace, e sono spesso intesi a mettere in risalto i punti in comune tra il diritto umanitario internazionale e la sharia, promuovendo così il rispetto del primo da parte dei seguaci del secondo. Anche le Ong come Human Rights Watch e l'Appello di Ginevra adottano lo stesso approccio, da un lato, a promuovere l'informazione e la formazione dei gruppi armati impegnati in conflitti negli Stati musulmani, ma dall’altro anche insegnando loro – se possibile – il rispetto di questi insegnamenti e impegni.

È necessario ratificare lo statuto della Cpi [Corte penale internazionale] per favorire la messa in opera della competenza penale universale. Grazie a tutti questi sforzi, sarà misurato il raggiungimento e la realizzazione di questi obiettivi e di queste evoluzioni, dei quali, quello principale è la messa in opera di tali misure da parte di tutti gli implicati, creando un reale ambiente favorevole al rispetto e all'applicazione del diritto internazionale umanitario.

Tutti i considerevoli sforzi compiuti dagli Stati musulmani sin dal loro coinvolgimento nell’elaborazione del diritto umanitario internazionale – con la partecipazione attiva alle Conferenze diplomatiche del 1949 e del 1977 – rischiano di essere indeboliti dai gruppi terroristi jihadisti come Daesh, che non rispettano e non danno alcun valore al diritto positivo e continuano a praticare la tratta delle donne, il loro stupro, come pure vendere i prigionieri africani come schiavi. E tutto in nome di un diritto musulmano che rimane pieno di ambiguità e contraddizioni nonostante tutti gli sforzi fatti finora per emendarlo.

Gli stupri di massa e altri gravi abusi da parte dello Stato islamico contro i civili yazidi, in particolare le donne, costituiscono crimini contro l'umanità.

I crimini contro l'umanità consistono in reati gravissimi come lo stupro, la schiavitù sessuale, la schiavitù, le detenzioni illegali, la persecuzione di un gruppo religioso e altri atti inumani che causano intenzionalmente gravi sofferenze, che si iscrivono nell’ambito di un attacco generalizzato o sistematico contro le popolazioni civili. Ciò che hanno fatto questi gruppi jihadisti contro gli yazidi, i cristiani iracheni e siriani e altre minoranze locali.

Il terrorismo islamista e la schiavitù sessuale spariranno quando verranno bruciati tutti i testi che insegnano alla gioventù musulmana, agli imam e alla maggioranza dei musulmani nel mondo queste barbarie e questa brutalità inumana.

Fin quando questo insegnamento non verrà messo profondamente in discussione, queste università e questi centri religiosi continueranno a produrre direttamente e indirettamente i gruppi terroristi, che prosperano sotto diversi marchi di fabbrica, come Daesh, al Qaeda, Aqpa, Aqmi, Boko Haram, Shabab, Fronte al-Nosra, fino ad Ansar Dine passando per Ansar al-Sharia, ecc…

Se i musulmani vogliono essere rispettati in tutto il mondo, allora è necessario insegnare ai nostri figli che gli esseri umani sono tutti uguali di diritto quale che sia la loro religione e che la violenza e la schiavitù sessuale sono dei crimini contro l’umanità.  Fino a quando la situazione non cambierà, i cristiani d’oriente, gli yazidi e le altre minoranze continueranno a vivere nella paura della persecuzione e della schiavitù. Questi crimini sono commessi da una barbara minoranza islamista che sarà sempre incoraggiata dal silenzio inaccettabile e dallo scioccante immobilismo della maggioranza delle istituzioni e della comunità musulmana.

In assenza di una profonda riforma interiore dell’islam, l’alba della libertà ritrovata e della sicurezza ristabilita tarderanno a levarsi e durante questo tempo, saranno le minoranze religiose a pagare ancora molto caro questo ritardo.

In Iraq e in Siria, la sconfitta militare dell'Isis non impedisce i “discorsi di odio”, in particolare anti-cristiano, ancora trasmessi nelle “moschee radicalizzate” e nei circoli sciiti. Ci stiamo preparando ad una nuova marca che continuerà il lavoro di Daesh?

Il silenzio e l’immobilismo della maggioranza musulmana verso il genocidio contro i loro concittadini cristiani e yazidi, nei Paesi musulmani come in Occidente, restano un vero ostacolo che impedisce la normalizzazione delle relazioni fra i musulmani e le minoranze locali e il mondo non musulmano nel suo insieme.

Una normalizzazione che si baserà sulla fratellanza umana, la cittadinanza, uno stato di diritto garante della neutralità e dei principi di laicità, che garantisce la libertà religiosa a tutti i suoi cittadini senza restrizione, rispettando il diritto di ogni cittadino ad avere la sua propria credenza religiosa, a cambiare credo e a praticare il proprio culto, ma anche a non averne e a non praticare alcun culto.

Una normalizzazione indispensabile, concertata, aperta e tollerante, che non combatterà alcuna religione, ma impedirà loro di propagare la loro influenza in seno al potere politico, della sfera pubblica e amministrativa e che rimarrà legata nel guidare la pratica religiosa e le idee spirituali e filosofiche nell’esclusivo campo della coscienza individuale e della libertà d’opinione.

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