Gaza (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di palestinesi hanno forzato il valico di Rafah riversandosi in territorio egiziano per comprare cibo, carburante e altri beni di prima necessità. Stamattina prima dell’alba, uomini armati hanno utilizzato dell’esplosivo per aprire brecce nel muro, che corre lungo la frontiera tra Egitto e Gaza. Testimoni oculari raccontano di persone che stanno già facendo ritorno con borse piene di prodotti alimentari, sigarette e bottiglie di plastica riempite di benzina. La polizia egiziana non è intervenuta.
Dalla settimana scorsa Israele, col consenso dell’Egitto, ha chiuso i valichi con la Striscia in quello che ha definito un tentativo per impedire ai militanti di sparare razzi sul sud del suo territorio. Dal 21 gennaio, poi, ha imposto un embargo, che ha messo in ginocchio la popolazione palestinese. Ieri, in seguito alle pressioni internazionali, il drastico provvedimento è stato allentato e a Gaza sono arrivate forniture di combustibile che hanno consentito la riattivazione della centrale elettrica locale.
Negli ultimi giorni Hamas, al potere nella Striscia, ha organizzato manifestazioni quotidiane lungo il confine con l’Egitto con lo scopo apparente di muovere l’opinione pubblica araba e fare pressione sul Cairo perché aprisse il passaggio di Rafah, facilitando l’uscita di Gaza dall’isolamento. Ieri migliaia di donne, portate sul posto da Hamas, hanno cercato di forzare i cancelli di confine e sono state respinte dalle forze egiziane. Nei disordini, in cui sono stati anche esplosi spari, decine di persone sono rimaste ferite, contuse, o intossicate da gas lacrimogeni.
















