Medio Oriente

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Baghdad archivia la ‘Pax Americana’ ma teme il vuoto

Domani si conclude la missione militare a guida statunitense. Il nodo delle armi alle milizie e il controllo dello Stato. L'Iraq oggi è il punto in cui si incontrano le diverse linee di frattura: Iran e Stati Uniti, mondo arabo e potenze regionali, governo centrale e milizie, sovranità nazionale e influenza esterna.

  • Vienna, apre il nuovo Centro per il dialogo interreligioso. Qualche polemica con lo sponsor saudita

    Il Centro prende il nome dal re Abdullah bin Abdulaziz. Esso vuole sostenere una maggiore comprensione fra le religioni mediante riforme educative, finanziamento di studi, campagne sanitarie nei Paesi poveri. Il card. Tauran sottolinea l'importanza della libertà religiosa da garantire in ogni luogo e per ogni persona. Critiche verso i sauditi che promuovono il dialogo all'estero, ma proibiscono le altre religioni in patria. Il patriarca ecumenico di Costantinopoli esorta a passare dal dialogo all'amore reciproco.

  • Siria, una guerra civile "politicamente corretta"

    La realtà del conflitto siriano è diversa dall'immagine offerta dai media internazionali. La testimonianza di suor Maria Agnese, fondatrice del "Movimento della Riconciliazione" (Mussahala), "conosciamo il regime e il suo aspetto dittatoriale, le sue azioni non ci sorprendono. Ma che un'opposizione ufficialmente presentata come promotrice dei diritti umani, della democrazia e della libertà, agisca con violenza ancor più sanguinosa rispetto al regime, è un fatto che sciocca".

  • Il voto per la Palestina all'Onu, le minacce di Israele

    Il 29 novembre l'Assemblea generale delle Nazioni Unite voterà per ammettere la Palestina come Stato non-membro. Diplomatici palestinesi sperano in una "piacevole sorpresa", fiduciosi che almeno 150 Stati su 193 voteranno a favore. Qualche dubbio su alcuni Paesi europei. Israele ha lanciato un'offensiva diplomatica per fare pressioni su governi e presidenti nel mondo e contrastare la mossa palestinese. Si teme che dopo il voto all'Onu la Palestina chieda di entrare anche nella Corte internazionale dell'Aia, mettendo sotto accusa i crimini di guerra e le colonie israeliane illegali. Per Avigdor Lieberman è "una dichiarazione di guerra".

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