Siria

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I summit di al-Sharaa e gli attentati a Damasco

Le bombe nella capitale siriana proprio in concomitanza con la visita di Macron e l'incontro con Trump in Turchia rilanciano i dubbi sul controllo vero del Paese da parte dell'ex jihadista divenuto presidente. Con un esercito che sta "assorbendo" più di sessanta milizie ma senza smantellare i potentati locali. E con attori internazionali che peseguono obiettivi diversi sulla "nuova Siria".

  • La Siria dopo i massacri di Suwayda: le voci delle Chiese per la riconciliazione

    In una settimana di scontri tra drusi, beduini e forze governative, uccisi oltre mille civili e combattenti, incluse famiglie cristiane e il pastore evangelico di origine drusa Khalid Mezheri. La Chiesa latina e il patriarcato greco-ortodosso chiedono l’intervento urgente della comunità internazionale e denunciano il ruolo di milizie che ancora sfuggono al controllo di Damasco e delle ingerenze esterne. L’Œuvre d'Orient segnala centinaia di sfollati senza cibo né acqua. Vicario apostolico di Aleppo Hanna Jallouf: “Solo il dialogo può salvare la Siria”.

  • Al-Suwayda conta i morti della battaglia fra esercito e drusi. Preoccupazione in Libano

    I combattimenti sono cessati grazie soprattutto all’intervento del segretario di Stato americano Rubio. Il presidente siriano ad interim ha “trasferito” la responsabilità del mantenimento della sicurezza ai drusi. E ha ribadito di voler evitare una “guerra aperta” con Israele. Bilancio provvisorio dei combattimenti: 350 morti. Joumblatt: “Israele non ha protetti, ma solo strumenti”.

  • Siria: le violenze tra beduini e drusi e le rese dei conti del Medio Oriente di oggi

    Le forze armate siriane sono schierate da ieri ad Al-Suwayda e hanno imposto il coprifuoco. Negli scontri innescati da un incidente isolato sono morte un centinaio di persone, fra le quali 60 drusi. In gioco la nuova fase di “integrazione” della provincia con la Siria islamista di Ahmed al-Sharaa ma anche le relazioni con Israele. Sventato un attentato a una chiesa a Tartus.

  • Dopo Sant’Elia, l’omicidio di un cristiano a Homs alimenta paure e migrazione

    Un orafo è stato assassinato da una banda di criminali per essersi rifiutato di pagare il pizzo. Una vicenda che conferma il clima di impunità e illegalità in ampie zone del Paese. E a poco servono le rassicurazioni di al-Sharaa in una Siria che si “islamizza”. A Beirut il Comitato esecutivo del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente ricorda e prega per i “martiri” di Damasco.

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