Siria

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I summit di al-Sharaa e gli attentati a Damasco

Le bombe nella capitale siriana proprio in concomitanza con la visita di Macron e l'incontro con Trump in Turchia rilanciano i dubbi sul controllo vero del Paese da parte dell'ex jihadista divenuto presidente. Con un esercito che sta "assorbendo" più di sessanta milizie ma senza smantellare i potentati locali. E con attori internazionali che peseguono obiettivi diversi sulla "nuova Siria".

  • La nuova Siria e l'Asia Centrale

    Solo nella città di Idlib si trovano circa 400 tagichi, oltre a un numero imprecisato di kirghisi, uzbeki e kazachi. Al di là delle coperture “moderate” di chi formerà il nuovo governo, nelle capitali dell'Asia Centrale è diffuso il timore che,Damasco possa diventare il nuovo centro di attrazione di tutte le forme di islamismo radicale.

  • Chiese siriane oltre Assad: ricostruire dalla cittadinanza

    Temendo l’introduzione della sharia e in attesa di una nuova costituzione, i cristiani di Siria aspettano con il fiato sospeso. Il patriarca maronita e i vescovi delle varie Chiese difendono l’idea di cittadinanza e di pari diritti. L’autocritica dell'arcivescovo maronita di Damasco che ammette la “mancanza di coraggio” nel “dire la verità” sulle atrocità commesse dal regime deposto.

  • La Russia e la Siria, insieme per sempre

    Il patriarcato di Antiochia è l’unica delle quindici Chiese ortodosse autocefale, e l’unico dei cinque patriarcati antichi, a sostenere da sempre e in ogni situazione la Chiesa russa. Del resto, proprio gli antiocheni furono gli ispiratori dell’istituzione del patriarcato di Mosca. E queste antiche storie del tardo Medioevo ritrovano attualità oggi di fronte al timore dei russi di perdere il proprio ruolo di controllo sul Medio Oriente, dopo la vittoria degli islamisti a Damasco.

  • Il Papa riceve Abu Mazen. P. Faltas: prima di Natale possibile accordo Israele-Hamas

    Questa mattina il pontefice ha ricevuto per mezz’ora, prima volta in tre anni, il presidente Anp. Una nota vaticana sottolinea l’attenzione per la “gravissima situazione umanitaria a Gaza”. Per il vicario della Custodia vi sono le prospettive per un cessate il fuoco e una festa “di pace, ben diversa dallo scorso anno”, anche se resta “grande preoccupazione” per il Libano e la Siria.

  • P. Monge: rifugiati siriani e curdi, la doppia partita turca nel dopo-Assad

    Da Istanbul il direttore del Centro culturale domenicano riferisce ad AsiaNews di un misto di “esaltazione” e “sorpresa” di fronte alla caduta del regime di Damasco. Ankara smentisce le voci di partecipazione diretta al rovesciamento di Bachar ed evidenzia la “necessità di una transizione”. Khamenei parla di un “piano” di Usa e Israele (e Turchia, ma senza nominarla)

  • Mar Musa: una Chiesa ‘che non ha paura e ama l’islam’ per un futuro comune in Siria

    P. Jihad Youssef, superiore della comunità fondata da p. Dall'Oglio, commenta la situazione creata dalla caudta del regime di Assad: è impossibile per i cristiani restare in Medio oriente secondo una logica di confronto e competizione con i musulmani. Serve il “coraggio” di essere “piccolo gregge”, trasformando il concetto di dhimmah in “interazione dinamica”. Intanto il capo dei ribelli vuole chiedere l'estradizione dei responsabili di crimini e torture. Da Israele centinaia di raid, carri armati a 20 km da Damasco.

  • Beirut esulta per la cacciata di Assad. Ma il futuro è incerto

    I riflessi in Libano del crollo improvviso del regime di Damasco. Molti libanesi e siriani sfollati celebrano il giorno di festa, per tutti è un evento storico e determinante per il futuro. Il timore di una nuova tirannia che possa sostituire quella appena abbattuta si alterna alla speranza di una Siria democratica e improntata alla convivenza. Hezbollah ha perso un potente alleato ma non è detto che questo porti a un ammorbidimento delle sue posizioni.

  • Parroco di Aleppo: una Costituzione ‘per tutti i siriani sfiniti’ dal regime

    Il leader al-Jawlani ha parlato dalla storica moschea degli Omayyadi. Oggi riunione del Consiglio di sicurezza Onu. Il nunzio apostolico invoca la cancellazione delle sanzioni, un “peso” che “grava sulla povera gente”. La testimonianza ad AsiaNews di p. Karakach: “Speriamo che quanto successo sblocchi la situazione politica”. Cristiani “cittadini che hanno diritti e doveri uguali a tutti”.

  • Il rebus russo del dopo-Assad in Siria

    Concesso asilo a Mosca al leader del regime di Damasco crollato in pochi giorni sotto l'offensiva delle milizie islamiche dal nord. Ai tempi sovietici la Siria era considerata la “sedicesima repubblica” dell’Unione, ma il rapporto di Mosca con Damasco è ben più antico anche per i legami col patriarcatodi Antiochia. Il nodo delle basi militari di Tartus e Latakia, su cui cercheranno di trattare con la nuova leadership del Paese.

  • Vicario di Aleppo: 'Fake news le voci su una mia nomina a governatore’

    Con un messaggio sui social mons. Jallouf smentisce la “notizia” rilanciata in rete secondo cui Hts gli avrebbe affidato la guida della città. Il presule parla di “bugia” e di “vergogna”, ribadendo che "intromettersi in politica non è la misisone della Chiesa”. Ad AsiaNews il parroco parla di una comunità “disorientata e confusa” che va “incoraggiata”. I ribelli alle porte di Homs.

  • Parroco di Aleppo: ‘Dopo le bombe ora il pericolo è la fame’

    Ad AsiaNews la testimonianza di p. Bahjat Karakach dalla città del nord ora controllata dai gruppi di opposizione guidati da Hay’at Tahrir al-Sham. Il fronte anti-Assad punta Hama, mentre nei territori conquistati promette tutela delle minoranze. La parrocchia punto di distribuzione degli aiuti, ma le risorse sono limitate. Un popolo “estenuato da anni di sofferenza e stallo”.

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