Siria

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I summit di al-Sharaa e gli attentati a Damasco

Le bombe nella capitale siriana proprio in concomitanza con la visita di Macron e l'incontro con Trump in Turchia rilanciano i dubbi sul controllo vero del Paese da parte dell'ex jihadista divenuto presidente. Con un esercito che sta "assorbendo" più di sessanta milizie ma senza smantellare i potentati locali. E con attori internazionali che peseguono obiettivi diversi sulla "nuova Siria".

  • Card. Zenari: le parole di Bruxelles e la Siria lasciata ancora sola

    I Paesi donatori si riuniscono per discutere della Sira, ma il Paese e la sua “guerra dimenticata” continuano a soffrire, la popolazione a fuggire (circa 500 al giorno). Ad AsiaNews il nunzio apostolico a Damasco parla di “processo politico stagnante” mentre ciò che “progredisce è la povertà”. L’esodo dei cristiani “un’altra grossa ferita che sanguina”.

  • Saranno proclamati santi i martiri di Damasco

    Otto francescani e i tre fratelli maroniti Massabki uccisi insieme in odio alla fede nel quartiere di Bab-Touma nel 1860. Figure simbolo dell'"ecumenismo del sangue" vissuto anche in tempi recenti dai cristiani del Medio Oriente. Tra le altre figure per cui papa Francesco ha approvato i decreti che aprono la strada alla canonizzazione anche il quindicenne Carlo Acutis e il fondatore dei missionari della Consolata Giuseppe Allamano.

  • Il parroco di Aleppo: 'Soluzioni vere alla crisi siriana per poterci rialzare'

    P. Bahjat Karakach, francescano della comunità latina, racconta la difficile situazione nella martoriata città afflitta da tredici anni di guerra, dal terremoto e ora anche dai contraccolpi del conflitto a Gaza. "Inflazione alle stelle, affitti impossibili, si sopravvive con le rimesse dei parenti all'estero". I progetti della parrocchia nei quartieri che erano stati occupati dalle milizie e dove oggi dilagano miseria e degrado. "Cerchiamo di essere luce in mezzo all'oscurità".

  • Patriarca Rai ai funerali di Sleiman: 'Chi approfitta del caos libanese?'

    L'omicidio dell'esponente delle Forze libanesi, insieme a quello di un banchiere di Hezbollah, hanno fatto salire alle stelle le tensioni interne. Mentre anche su Beirut aleggia lo spettro di una escalation dello scontro con l'esercito israeliano e della ritorsione iraniana per il raid sull'ambasciata di Damasco. Il monito della guida della Chiesa maroniata: "Senza un presidente qui proliferano solo le armi". Geagea promette un "confronto lungo" ma "democratico".

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