Jakarta: nuovo rimpasto di governo per arginare il dissenso

Le notizie di oggi: il 10 ottobre mobilitazione globale per la Palestina, nei Territori si continua a morire. Tokyo aumenta di 20 volte tariffe per stranieri che chiedono residenza permanente. Premier iracheno fissa al 30 giugno il termine ultimo per la consegna di armi delle milizie filo-iraniane.

INDONESIA
In un rimpasto di governo a sole due settimane dalle dimissioni del ministro delle Finanze, ieri il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha sostituito il ministro degli Esteri Sugiono con un diplomatico di carriera e ha riorganizzato incarichi chiave in ambito economico. Arrmanatha Christiawan Nasir, diplomatico di lungo corso e già viceministro degli Esteri prima del rimpasto, succederà a Sugiono, stretto collaboratore politico del presidente; egli ha prestato giuramento presso il palazzo presidenziale di Jakarta. Le 15 nomine annunciate complessivamente, con effetto immediato, riguardano tre ministri coordinatori, due ministri, cinque viceministri, due capi di agenzia, due vicecapi di agenzia e il capo della polizia nazionale. Analisti ed esperti spiegano che il rimpasto di governo attuato dal presidente segnala l'urgente necessità di rispondere alle critiche e al calo dei consensi, puntando su tecnocrati esperti e figure di fiducia per ricoprire ruoli chiave. Tuttavia, sebbene la nomina di un nuovo ministro degli Esteri faccia sperare in una certa moderazione delle decisioni di politica estera più “impulsive” di Prabowo, è probabile che il ruolo di “capo della diplomazia” che il presidente si è auto-attribuito rimanga invariato.

ISRAELE - PALESTINA
È stata indetta per il 10 ottobre una giornata di mobilitazione globale per la Palestina: oltre 200 organizzazioni della società civile, sindacati, federazioni studentesche, reti per i diritti umani e gruppi di base di sei continenti si mobiliteranno in un'azione coordinata che coinvolgerà più di 60 Paesi in tutti i continenti.  Promossa dalla Global Alliance for Palestine, col sostegno dell'Anti-Apartheid Movement (Aam) e della Global Coalition against Occupation of Palestine (Saned), l'iniziativa mira a realizzare un intervento civile diretto e unitario contro le violenze israeliane in Cisgiordania. Ieri, intanto, si è registrata una nuova vittima palestinese durante violenti scontri tra coloni ebraici e arabi nei pressi del villaggio di Yasuf, in Cisgiordania; secondo il ministero della Sanità dell’Autorità palestinese la vittima è il 51enne Mashhour Yassin, colpito dai coloni; altre due persone sono rimaste ferite. In una nota le Forze armate israeliane (Idf) rispondono che il decesso è avvenuto dopo che i soldati hanno aperto il fuoco, perché avrebbero incontrato resistenze durante un tentativo di arresto. In precedenza, i coloni avevano riferito di un attacco con lanci di pietre dei palestinesi.

GIAPPONE
Il Sol Levante ha aumentato di 20 volte le tariffe per stranieri che richiedono la residenza permanente, portandole a 1.270 dollari. I candidati devono ora soddisfare anche nuovi requisiti relativi a reddito, pensione e conoscenza della lingua giapponese. All'inizio della settimana si sono formate lunghe code davanti agli uffici immigrazione, coi richiedenti che cercavano di evitare i rincari; l'ufficio immigrazione principale di Tokyo ha segnalato tempi di attesa superiori alle sette ore. Gli aumenti rientrano nelle modifiche volute dalla premier Sanae Takaichi, volte a gestire la popolazione straniera in rapida crescita. A luglio, il Giappone ha quintuplicato le tariffe dei visti per tutti gli stranieri, primo aumento in 50 anni. Sebbene l'immigrazione rimanga una questione delicata e soggetta a restrizioni, l'invecchiamento rende il Paese sempre più dipendente dai lavoratori stranieri per colmare la carenza di manodopera. La popolazione residente straniera ha superato i 4,12 milioni a fine del 2025, segnando un aumento record del 9,5% rispetto all'anno precedente.

IRAQ
Il premier Ali al-Zaidi ha annunciato il 30 giugno come nuova scadenza entro cui le fazioni armate sostenute dall'Iran dovranno consegnare le armi allo Stato, in seguito alla conclusione della missione della coalizione a guida statunitense nel Paese. “Il 1° ottobre è considerato un punto di partenza concreto per affrontare la questione delle armi al di fuori del controllo statale... secondo una tabella di marcia chiara e tempistiche concordate che non superano il 30 giugno 2027” ha affermato Zaidi, abbandonando l'iniziale scadenza del 30 settembre. Tuttavia, le fazioni armate filo-Teheran hanno risposto di non considerarsi “vincolate”. Jaafar al-Husseini, portavoce militare di Kataeb Hezbollah, aveva annunciato che le fazioni hanno avviato colloqui per “regolamentare” il possesso delle armi, ma “non hanno ancora ricevuto risposta dal governo iracheno”. “Alla luce di ciò, la Resistenza Islamica dichiara di non essere vincolata da alcuna tempistica o accordo di cui qualsiasi parte governativa o politica abbia parlato o possa parlare in futuro".

INDIA
I partiti di opposizione indiani hanno annunciato proteste per “salvare la democrazia”, ​​dopo che la Commissione Elettorale avrebbe avallato modifiche su larga scala agli elenchi degli elettori, incurante dei dubbi procedurali sollevati da due commissari. I partiti di opposizione sostengono che gli elenchi siano stati manipolati a vantaggio del Bharatiya Janata Party (Bjp) del premier Narendra Modi. La Commissione Elettorale respinge le accuse, affermando che le divergenze di opinione sono normali in qualsiasi istituzione e che tutte le sue azioni sono state legittime. Le proteste programmate, riferisce il Congress, chiedono le dimissioni del capo commissione Gyanesh Kumar, includono un corteo verso la sede il 6 ottobre, un raduno a Delhi il Primo novembre e la presentazione di un'istanza al presidente.

CINA - STATI UNITI
La Cina ha prorogato fino a dicembre due indagini sui dazi commerciali statunitensi, come riferito ieri dall'emittente statale CCTV che cita fonti del ministero del Commercio, posticipando eventuali misure di ritorsione da parte di Pechino. Le indagini riguardanti pratiche americane che hanno “perturbato le catene industriali e di approvvigionamento globali” e “ostacolato il commercio di prodotti ecologici” – la cui conclusione era prevista per il 27 settembre – proseguiranno ora fino al 27 dicembre. La proroga giunge a meno di una settimana dalla visita di Stato a Washington del presidente cinese Xi Jinping, ospite dell’omologo Usa Donald Trump; in tale occasione, i due leader hanno concordato di estendere la tregua commerciale in corso. Si sono inoltre impegnati a ridurre i dazi su merci per un valore di 30 miliardi di dollari da ciascuna delle due parti. La proroga è stata concessa a causa della "complessità" dei casi.

RUSSIA - UCRAINA
L'Ucraina ha rimpatriato 14 minorenni, 4 ragazzi e 10 ragazze tra i 6 e i 17 anni, dalla parte della regione di Kherson controllata dalla Russia. Lo ha annunciato Oleksandr Prokudin, capo dell'amministrazione militare regionale. Tra i rimpatriati vi è un ragazzo di 16 anni che i soldati russi avevano costretto ad arruolarsi nell'esercito. “Dall'inizio dell'anno - ha aggiunto - sono stati rimpatriati 204 bambini dalla parte occupata della regione di Kherson”. Secondo i dati ufficiali del governo di Kiev sono oltre 200 mila i bambini deportati in Russia.

UZBEKISTAN
Tra il 2022 e il 2025 sono stati aperti 445 procedimenti penali per stupro di minori di 14 anni, come riportato in Parlamento dalla senatrice Gulrukh Agzamova, presidente della Commissione per le istituzioni democratiche e lo sviluppo della società civile. I dati sono stati presentati durante la discussione di un disegno di legge, precedentemente annunciato, volto a rafforzare la protezione dei minori da ogni forma di violenza. In particolare, si propone l’ergastolo per i colpevoli di violazione dell'integrità sessuale dei minori di 14 anni.

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