Continua la fuga dei montagnards cristiani in Cambogia, ma scarseggiano scorte e viveri

Altre otto persone, sette uomini e una donna fra i 20 e i 40 anni, da cinque giorni vivono nascosti fra gli alberi. Nei villaggi di confine è allerta perché mancano le risorse. Un abitante afferma: “Non abbiamo più cibo per tutti”. Intanto Phnom Penh continua la politica dei rimpatri, in violazione dei trattati internazionali.

Phnom Penh (AsiaNews) - Non si ferma la fuga di decine di montagnards cristiani dal Vietnam nella vicina Cambogia, per sfuggire alle persecuzioni delle autorità comuniste di Hanoi e in cerca di una vita migliore. Nelle scorse settimane intere famiglie e singoli hanno lasciato il Paese di origine; in questi giorni altre otto persone hanno varcato il confine e hanno trovato riparo in una foresta della provincia nord-orientale di Ratanakiri. Attivisti e fonti locali citati da Radio Free Asia (Rfa) parlano di sette uomini e una donna, di età compresa fra i 20 e i 40 anni, che da almeno cinque giorni vivono nascosti fra gli alberi. 

Il continuo esodo di profughi montagnards dal Vietnam comincia a creare qualche preoccupazione fra gli abitanti dei villaggi della Cambogia lungo il confine. In queste settimane essi hanno fornito cibo, acqua e riparo alle famiglie in fuga, ma ora cominciano a scarseggiare viveri e risorse, che sembrano insufficienti anche per i fabbisogni della popolazione locale. "Li abbiamo aiutati" riferisce una fonte locale dietro anonimato, ma "ora non abbiamo più risorse sufficienti per tutti". 

L'arrivo in Cambogia di nuovi profughi montagnards giunge a pochi giorni di distanza dalla deportazione di altre quattro persone, rispedite in Vietnam dalle autorità di Phnom Penh dopo essere state scoperte e arrestate. In precedenza un'altra famiglia era stata deportata oltreconfine, dopo essere stata sorpresa dalla polizia cambogiana in una zona boschiva di Ratanakiri. 

Organizzazioni pro diritti umani e movimenti attivisti criticano la politica dei rimpatri adottata da Phnom Penh, che costituisce una violazione alla Carta dei rifugiati, sottoscritta dalla Cambogia; essa garantisce ai montagnards il diritto di richiesta d'asilo, perché vittime di persecuzioni in patria. Per le autorità cambogiane essi sono immigrati irregolari, contadini e allevatori che varcano il confine in cerca di un lavoro. 

Nel 2001 e nel 2004 almeno 2mila montagnards - originari delle zone montuose del centro del Vietnam - sono emigrati in Cambogia per sfuggire alle violenze delle autorità di Hanoi; il regime comunista li perseguita e confisca i loro terreni per la fede cristiana, per il sostegno fornito alle truppe statunitensi ai tempi della guerra, e soprattutto per impossessarsi dei loro terreni. La maggior parte di loro ha ottenuto asilo politico, con Washington in prima fila nella concessione di visti.

Negli ultimi anni è ripreso l'esodo e sempre più famiglie tentano di attraversare la frontiera, in cerca di riparo nella vicina Cambogia. Con l'aiuto dell'Onu, alcuni hanno fatto richiesta di asilo politico, anche se molti esitano a contattare le autorità di Phnom Penh, nel timore di essere rimpatriati.

Nelle ultime settimane sono più di 50 i montagnards (fra cui diversi bambini) che hanno cercato riparo nelle foreste della Cambogia, costretti a lottare contro malaria e mancanza di cibo per poter sopravvivere. 

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