Preah Vihear: fragile cessate il fuoco fra gli eserciti thai e cambogiano

La due giorni di scontri fra miliari ha causato morti e feriti fra soldati e civili. Phnom Penh denuncia una “invasione” nel proprio territorio e parla di situazione “esplosiva” ai confini. Bangkok afferma di aver protetto la sovranità nazionale. Appello Asean: il conflitto colpisce l’economia nell’area.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Thailandia e Cambogia hanno sottoscritto oggi il cessate il fuoco, dopo due giorni di scontri che hanno causato morti e feriti. I due eserciti non dispiegheranno altre truppe nella zona di confine attorno al tempio di Preah Vihear – patrimonio Unesco e conteso dai due Paesi – e sarà compito dei vertici militari impedire ulteriori schermaglie in futuro. Tuttavia, il governo cambogiano parla di situazione “esplosiva” alla frontiera; Bangkok risponde che i soldati sono intervenuti per difendere la sovranità territoriale. 

 

Ieri, lo sconfinamento di uno dei due fronti avrebbe innescato una battaglia durata circa due ore: il bilancio è di un soldato cambogiano e un civile thai uccisi, 17 feriti di cui 14 soldati e 3 civili. Gli scontri sono ripresi questa mattina alle 6.20 e hanno causato la morte di un soldato thai e altri quattro feriti. La battaglia si è conclusa circa 40 minuti dopo, verso le 7 del mattino.

 

Abhisit Vejjajiva, premier thai, ha precisato che i soldati hanno protetto la sovranità nazionale e nega con forza lo sconfinamento delle proprie truppe in territorio cambogiano. Phnom Penh, invece, denuncia una “invasione” e si appella alle Nazioni Unite, sottolineando che la crescente tensione attorno al tempio di Preah Vihear potrebbe diventare “esplosiva”. Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale dell’Asean, l’associazione che riunisce 10 nazioni del Sud-est asiatico di cui Thailandia e Cambogia sono membri. Surin Pitsuwan sottolinea che l’escalation di tensione al confine fra i due Paesi mina la fiducia nell’Asean e impedisce la ripresa economica, oltre a frenare il turismo nell’area e possibili investimenti futuri.

 

La disputa sui confini tra Bangkok e Phnom Penh è in corso dal 1962, quando la Corte internazionale attribuisce alla Cambogia il controllo delle rovine del tempio indù di Preah Vihear. La zona dove sorge il tempio è considerata territorio cambogiano, ma è circondata da scoscesi dirupi coperti di giungla che la Thailandia considera suoi. Inoltre per la morfologia del territorio il sito è impossibile da raggiungere passando dalla Cambogia.

 

Dopo anni di trattative, la disputa si è riaccesa nel 2008, quando l’Unesco ha deciso di trasformare il tempio in patrimonio mondiale dell’umanità, imponendo a Bangkok di consentirne l’accesso attraverso i suoi confini. In questi anni sono avvenuti diversi scontri tra i due eserciti dislocati nei pressi del sito. L’ultimo risale all’aprile 2009 ed è costato la vita a quattro soldati thai.

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