Jakarta: a fine mandato, il presidente Yudhoyono attacca il terrorismo islamico

Il leader uscente, a un mese dal passaggio di consegne, promuove una lotta a tutto campo contro cellule e movimenti estremisti. Aumento dei controlli nel rilascio di passaporti e visti, per limitare gli arruolamenti nello Stato islamico. Più attenzione in aree sensibili e nelle carceri. La pressione internazionale dietro il cambio di rotta.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - A un mese dalla scadenza del mandato, il presidente indonesiano uscente Susilo Bambang Yudhoyono mostra - forse per la prima volta - i muscoli contro il terrorismo islamico, annunciando misure "deterrenti" contro quanti vogliono aderire alla causa jihadista. Il monito del capo di Stato è rivolto in particolare a quanti intendono unirsi alle milizie dello Stato islamico, unendosi ai terroristi nella loro lotta in Medio oriente, oppure tentando di dar vita a cellule locali del movimento. In questi giorni egli ha elaborato e diffuso un piano in sette punti, basato sul "monitoraggio" costante degli elementi sospetti, per scongiurare "infiltrazioni" dello SI sul territorio e bloccare il flusso di indonesiani diretti in Siria e Iraq. 

A conferma di un rinnovato impegno dell'amministrazione uscente contro il terrorismo islamico, il fermo nei giorni scorsi - operato da reparti dell'antiterrorismo a Poso - di  quattro cittadini turchi e alcuni indonesiani, per "legami" con la galassia estremista e le frange locali dello Stato islamico. "Abbiamo mandato un segnale chiaro - afferma il ministro Djoko Suyanto - sul fatto che il rilascio dei passaporti sarà oggetto di controlli molto più accurati". E lo stesso vale per il rilascio di visti in Paesi terzi, fra cui la Turchia. 

Il presidente Yudhoyono annuncia inoltre "operazioni" rapide e incisive contro sospetti terroristi di nazionalità straniera; i maggiori controlli riguarderanno anche le prigioni in cui sono custoditi i leader fondamentalisti e i loro seguaci. Il governo annuncia anche un monitoraggio più costante in aree sensibili del Paese come Poso e Ambon, teatro in passato di violenti scontri confessionali fra estremisti musulmani e cristiani protestanti, oppure la città di Solo nello Java centrale e altre località di East Java.  

Analisti ed esperti di politica locale sottolineano la svolta impressa da Yudhoyono in tema di lotta al terrorismo islamico, a poche settimane dalla fine del doppio mandato, un decennio nel quale non ha brillato per rigore contro estremismo interno e violenze di matrice confessionale. Forse, avvertono alcuni, il cambiamento è dovuto anche alla maggiore pressione esercitata dalla comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti, decisi a sradicare la minaccia dello Stato islamico. 

Come riferito di recente da AsiaNews, movimenti fondamentalisti e leader islamici locali hanno trovato ispirazione nelle gesta dei combattenti sunniti e intendono sostenere la lotta per la creazione del Califfato islamico, che ormai si è esteso anche all'Asia. Cellule estremiste e membri attivi nel reclutamento sono presenti tanto in Indonesia, quanto nella vicina Malaysia; i suoi membri sono già operativi sul territorio nella preparazione di attentati e attacchi mirati contro pub, disco e birrerie "sognando il califfato islamico".

 

 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000