Jakarta (AsiaNews) - Ridurre i rischi legati ai disastri naturali, potenziare l'opera di prevenzione sfruttando l'opera delle popolazioni locali, delle piccole comunità alle quali vanno concessi maggiori poteri a livello di risorse e nell'ambito decisionale. Sono alcuni fra i molti punti di discussione al centro della 5a Conferenza ministeriale asiatica in tema di Protezione civile (meglio nota in Indonesia con l'acronimo di Amcdrr), durata una settimana e che si è tenuta nei giorni scorsi a Yogyakarta, nello Java centrale. Fra le proposte, inoltre, l'idea di stanziare tra il 5 e il 10% dell'indotto locale a progetti mirati alla prevenzione e alla riduzione dei rischi legati a catastrofi naturali come terremoti e tsunami, eventi sin troppo frequenti nel continente asiatico.
Migliaia di persone in rappresentanza di 97 Paesi fra ministri di governo, esperti di protezione civile, attivisti e leader religiosi hanno partecipato alla quinta conferenza sui rischi legati ai disastri naturali. Fra gli obiettivi di lungo periodo emersi, la promozione di programmi di sviluppo sostenibile, parte di un'agenda internazionale che guarda oltre il 2015. Essa prevede anche uno stanziamento variabile "fra il 5 e il 10%" dei ricavi annuali, per lo sviluppo di progetti mirati di prevenzione.
Nell'ultimo decennio il continente asiatico ha registrato una lunga serie di fenomeni naturali dalla portata devastante, che non hanno risparmiato l'Indonesia che risulta essere fra le nazioni più colpite da terremoti e tsunami. Almeno quattro regioni dell'arcipelago hanno vissuto momenti drammatici, con migliaia di vittime e devastazioni. Fra questi il sisma ad Aceh nel dicembre 2004, cui è seguita una devastante onda anomala che si è abbattuta su diversi Paesi dell'Asia del sud e del sud-est; quello di Naas Island nel Sumatra del nord nel 2004; nell'isola di Mentawai, Sumatra occidentale, nel 2004 e nel 2010; a Pangandaran nel West Java, nel 2006.
Alla conferenza hanno partecipato anche esponenti della Caritas indonesiana, la Karito della diocesi di Purwokerto (Java centrale) e la Karina della diocesi di Semarang. Rivolgendosi alla comunità cattolica, p. Budi Prayinto Pr, capo della Karito, ha definito il forum un momento "significativo" di condivisione di idee ed esperienze. Apprezzato anche il discorso del presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, che auspica maggiori poteri e responsabilità "a livello locale" per la prevenzione dei rischi. Un parete condiviso dal vescovo di Purwokerto mons. Julianus Sunarka Sj e dai delegati alla conferenza del Nahdlatul Ulama (Nu), la più importante organizzazione musulmana moderata del Paese.
















