Myanmar

Articolo in evidenza

  • La strage degli esplosivi per le terre rare. In un Paese dove 1 su 3 è alla fame

    Dietro l'enorme esplosione in un villaggio dello Stato Shan che ha provocato la morte di almeno 55 persone, un deposito di gelignite. La catastrofe alimenta le polemiche nei confronti del TNLA, la milizia locale che ha negoziato con Pechino. Intanto secondo le Nazioni unite, oltre 16 milioni di persone in Myanmar soffrono oggi di insicurezza alimentare acuta. L'appello delle organizzazioni internazionali su un’emergenza tra le meno finanziate al mondo.

  • Radio Veritas anche in Akha e Kayan: voce di speranza per il Myanmar

    Nella festa di Pentecoste il card. Bo a Yangon ha annunciato i nuovi servizi che portano a dodici le lingue parlate dall'emittente cattolica in un Paese segnato da una straordinaria diversità popoli e culture ma anche dalla triste realtà di un conflitto che dividew le comunità. Le produzioni in lingua Akha saranno molto importanti anche per le comunità di questa etnia che vivono che vivono in Cina, Thailandia, Laos e Vietnam.

  • Card. Bo: ‘Fede e speranza’ risposta alle ‘policrisi’ del Myanmar

    Il recente intervento del porporato alla plenaria della Conferenza episcopale australiana (Acbc): dal terremoto alle criticità in ambito sanitario, dalla guerra all’economia sono molteplici i fattori di crisi. Una testimonianza delle devastazioni dal golpe militare del 2021 e la conferma della forza della comunità cattolica. Il Dipartimento di Stato Usa riconosce le persecuzioni confessionali.

  • Palestinesi e Rohingya (e uiguri): la doppia morale di Kuala Lumpur in tema di diritti

    Attivisti malaysiani criticano un approccio che definiscono “selettivo” del Paese di fronte a questioni umanitarie. Al sostegno dei musulmani in Medio oriente fa da contraltare il silenzio sulle violazioni commesse in Myanmar e dalla Cina. La richiesta di mantenere una “coerenza morale” nella lotta per le cause e le libertà.

  • Vertice ASEAN: nessun progresso sul Myanmar mentre peggiora la crisi umanitaria

    L’ASEAN continua a mantenere le distanze dalla giunta militare del Myanmar: al vertice di Cebu, nelle Filippine, i leader regionali hanno chiesto accesso ad Aung San Suu Kyi e rifiutato di riconoscere ufficialmente le elezioni che hanno portato Min Aung Hlaing alla presidenza. Intanto però nel Paese peggiora la crisi umanitaria: milioni di sfollati, fame diffusa e nuove offensive dell’esercito contro i civili nella regione di Mandalay.

  • Ancora in isolamento totale gli 'arresti domiciliari' di Aung San Suu Kyi

    La leader democratica resta senza accesso diretto a familiari o avvocati, in una residenza costruita appositamente. L'opposizione e le organizzazioni per i diritti umani parlano di un'ennesima operazione di facciata da parte del generale Min Aung Hlaing per ottenere legittimità internazionale. Nella nuova residenza nei giorni scorsi avrebbe incontrato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante la sua visita in Myanmar.

  • La corsa alle terre rare aggrava l'inquinamento del Mekong

    Nuovi dati diffusi dalla Thailandia mostrano che in alcuni affluenti le concentrazioni di arsenico dovuta alle atività degli impianti minerari attivi superano i limiti previsti dalle linee guida. Da alcune iniziative promosse dalla società civile la richiesta di una più estesa cooperazione tra i Paesi del bacino, ma anche di rendere più concrete le modalità di intervento per fermare l'avvelenamento.

  • Generali birmani: Aung San Suu Kyi ai domiciliari. Avvocati chiedono di vederla

    L'annuncio giunto ieri sera dopo che inizialmente si era parlato solo di un ulteriore sconto di pena. La svolta arriverebbe dopo la visita a Yangon del ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Nessuna indicazione su dove si trovi. I suoi legali - che non possono incontrarla da anni - hanno chiesto di poterle parlare direttamente. Il figlio Kim Aris: "L'immagine diffusa risale al 2022, finché non potremo comunicare con lei non credo a nulla".

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