Singapore: la dispersione delle ceneri in mare e i dubbi dei cattolici

La città-Stato si prepara a istituire un servizio di traghetti per disperdere le ceneri in mare a partire dalla seconda metà del 2027. Ma la dottrina della Chiesa richiede che i resti cremati vengano conservati e sepolti con dignità. La questione degli spazi a fronte di un dato sui decessi in aumento.

di Joseph Masilamany

Singapore (AsiaNews) - Nella Chiesa di Singapore si è aperto un confronto sulla cremazione. Il piano dello Stato insulare di introdurre, a partire dalla seconda metà del 2027, un servizio di traghetti per la dispersione in mare delle ceneri dei defunti rappresenta infatti per le famiglie un’ulteriore “opzione” per commemorare i propri cari; tuttavia, l’iniziativa mette anche in luce le “divergenze” tra l’evoluzione delle pratiche funerarie e l’insegnamento cattolico riguardo al trattamento delle ceneri. La National Environment Agency (Nea) ha annunciato l’avvio di un progetto pilota biennale, con corse settimanali in partenza dal terminal dei traghetti di Pasir Panjang. Il servizio consentirà a più gruppi di viaggiare sulla stessa imbarcazione, al costo di 50 dollari di Singapore (poco meno di 35 euro) per ogni richiesta.

L’iniziativa giunge in un momento in cui la popolazione della città-Stato sta invecchiando e il numero dei decessi è in aumento. Secondo le stime Nea, le morti annue passeranno dai 26.500 del 2025 a circa 40mila entro il 2040 e circa circa l’82% delle persone decedute viene cremato. Nel 2021, il governo ha introdotto strutture per la dispersione delle ceneri sulla terraferma; il loro utilizzo è cresciuto man mano che le famiglie hanno iniziato a cercare alternative alla sepoltura tradizionale o alla conservazione delle ceneri nei colombari.

Tuttavia, per i cattolici, la questione di ciò che accade dopo la cremazione non riguarda soltanto aspetti come i costi, la praticità o le preferenze personali. Essa tocca temi quali la dignità del corpo umano, la fede nella risurrezione dei morti e le disposizioni della Chiesa inerenti la corretta collocazione delle ceneri.

Cremazione “dignitosa”

Storicamente, la Chiesa cattolica ha privilegiato la sepoltura perché riflette la fede cristiana nella risurrezione del corpo e la cremazione non era consentita, sebbene nel tempo siano venute meno alcune restrizioni. Nel 1963, il Vaticano ha concesso la possibilità di ricorrere alla pratica, a patto che questa non fosse scelta per negare la dottrina cristiana. Il Codice di Diritto Canonico del 1983 ha successivamente stabilito che la Chiesa raccomanda vivamente la sepoltura, pur consentendo la cremazione, a condizione che essa non rappresenti una negazione della fede nella risurrezione.

La posizione della Chiesa, tuttavia, non implica che le ceneri possano essere trattate o disperse in un modo qualsiasi. Nel 2016, la congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato l’istruzione Ad resurgendum cum Christo in cui ribadisce che i resti cremati devono essere trattati con rispetto e, di norma, conservati in un luogo sacro come un cimitero o colombario interno ad una chiesa con apposita autorizzazione. Viene dunque esclusa la dispersione delle ceneri in aria, sul terreno o in mare, così come la loro suddivisione tra i familiari o la conservazione all'interno di gioielli e altri oggetti ricordo.

La posizione della Chiesa riflette la concezione secondo cui la persona umana costituisce un'unità di corpo e anima e, sebbene la cremazione non impedisca a Dio di risuscitare i morti, i resti del defunto devono continuare a essere trattati con dignità e rispetto. Tale distinzione assume una rilevanza particolare a Singapore, dove le strutture per la dispersione delle ceneri nell'entroterra sono diventate un'opzione sempre più diffusa.

Mancanza di spazio

La limitata estensione territoriale di Singapore ha da tempo influenzato le modalità con cui le famiglie organizzano i funerali. Nei cimiteri gestiti dal governo, la concessione per la sepoltura ha una durata di 15 anni, al termine dei quali i resti vengono esumati e gestiti secondo le procedure previste. Queste limitazioni, unite al crescente numero di decessi, hanno reso la cremazione la scelta preferita da molte famiglie. Secondo la Nea la percentuale di resti cremati dispersi in strutture nell'entroterra è passata da circa il 7% nel 2022 al 12% nel 2025.

Uno studio sugli spazi dedicati alle veglie funebri, condotto dall'Institute of Policy Studies della National University of Singapore, ha rilevato che il 42% degli intervistati ha espresso una preferenza per la dispersione delle ceneri. Di questi, il 27% ha optato per il mare, mentre il 15% ha indicato le strutture nell'entroterra. Il servizio di traghetti proposto risponde a tale domanda, offrendo una soluzione più accessibile alle famiglie che desiderano disperdere le ceneri in mare.

Chew Ming Fai, vice-amministratore delegato Nea e direttore generale per la salute pubblica, ha dichiarato che l'agenzia è impegnata a offrire una “maggiore varietà di opzioni”, in linea con l'evoluzione delle esigenze e delle preferenze delle persone. L'agenzia monitorerà la risposta del pubblico e raccoglierà pareri durante il progetto pilota biennale, al fine di stabilire se il servizio debba essere mantenuto e le imprese funebri aiuteranno le famiglie a orientarsi fra le varie opzioni.

Aiuto alle famiglie

Al riguardo, Harmony Funeral Care (Hfc), impresa di onoranze funebri nella città-Stato, ha illustrato come l’organizzazione dei funerali e le prescrizioni della Chiesa cattolica influiscano sulle famiglie che optano per la cremazione. Le linee guida spiegano che i riti funebri cattolici sono per tradizione incentrati sulla presenza del corpo del defunto durante la messa di esequie e la cremazione può avvenire dopo i riti funebri. Tuttavia, è consentita l'esecuzione anche prima del rito funebre, nel rispetto delle disposizioni liturgiche vigenti.

Sul proprio sito web, Hfc afferma: “Le nostre linee guida sottolineano inoltre che le ceneri non dovrebbero essere suddivise per crearne dei ricordini e che, per i cattolici, è prevista la collocazione in un luogo di riposo sacro e appropriato, anziché la loro conservazione abituale presso la propria abitazione”. “Tali considerazioni - aggiunge - possono risultare rilevanti per le famiglie che valutano i vantaggi pratici della cremazione in rapporto ai propri impegni religiosi”.

“È altresì importante - avverte l’impresa funebre - distinguere tra la dispersione delle ceneri e la loro conservazione in un’urna sigillata. Le famiglie non devono dare per scontato che una pratica ammessa dalle normative funerarie generali sia automaticamente conforme alle prescrizioni cattoliche. È opportuno consultare il proprio parroco o le autorità diocesane prima di prendere qualsiasi decisione, specialmente qualora si valuti la dispersione in mare”. “Le norme della Chiesa sulla destinazione finale delle ceneri - conclude - restano distinte dalle regolamentazioni governative in materia di servizi funebri. Il servizio di traghettamento proposto dalla Nea è un’iniziativa pubblica e non costituisce un’approvazione, da parte delle comunità religiose, di ogni modalità di smaltimento delle ceneri”.

Pur fra dubbi e incertezze legate a dettami ed esigenze diverse fra Stato e fede religiosa, l’esperienza di Singapore mostra come cambiamenti demografici, scarsità di spazi per la sepoltura e l’evoluzione delle preferenze stiano trasformando il modo con cui si commemorano i defunti. Per i cattolici, infine, la sfida consiste nell’organizzare le esequie in modo da rispondere alle esigenze pratiche, senza mai perdere di vista la visione della fede circa la dignità del defunto e la speranza nella risurrezione.

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