Hanoi (AsiaNews) - Dallo scorso anno le espropriazioni di terreni su larga scala e gli sgomberi forzati sono diventati tra le questioni sociali più rilevanti in Vietnam. E probabilmente continueranno ad esserlo: ad agosto l’Assemblea nazionale si riunirà in una sessione straordinaria che condurrà all’approvazione di una significativa revisione della legge fondiaria del 2024. Le modifiche saranno approvate entro ottobre, al culmine di un iter legislativo del tempo record di soli quattro mesi, ovvero una delle procedure più rapide nella storia del Vietnam.
In sintesi, prevedono un allineamento tecnico con il nuovo modello di governo a due livelli avviato nel 2025. L’attuazione introdurrebbe modifiche sostanziali alla determinazione del valore dei terreni, amplierebbe i casi in cui lo Stato può procedere al recupero delle proprietà, ridefinendo le misure di applicazione relative ai terreni inutilizzati e introducendo obblighi di conformità in ambito digitale.
La sessione straordinaria è stata convocata il 28 luglio dalla Commissione permanente dell’Assemblea nazionale - il parlamento unicamerale vietnamita, massimo organo di potere statale e legislativo - e si terrà dal 3 al 24 agosto 2026. Saranno esaminate diverse proposte legislative, oltre alle modifiche alla legge fondiaria. Quest’ultimo disegno di legge è stato pubblicato dal governo il 20 luglio. L’attuale data proposta di entrata in vigore è l’1 marzo 2027.
La sessione straordinaria sarà suddivisa in due fasi: dal 3 al 13 agosto e dal 19 al 24 agosto. Durante questo periodo, l’Assemblea Nazionale dovrebbe approvare 15 disegni di legge e quattro risoluzioni. Inoltre, l’Assemblea nazionale terrà la sua prima discussione sul Codice Penale modificato. Hoàng Lan Nhung, direttore del Dipartimento dell’Informazione dell’Ufficio dell’Assemblea nazionale, ha sottolineato l’"altissimo livello di determinazione politica" volto "ad affrontare immediatamente questioni urgenti" che emerge dalla vicina sessione.
Alcune delle modifiche alla legge fondiaria del 2024 sono di una certa rilevanza. Soprattutto perché sarà consentito alle autorità di espropriare i terreni prima che siano stati predisposti i piani di indennizzo, assistenza e reinsediamento per i residenti interessati. Esse sono elaborate principalmente dal ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente, che il 20 luglio ha presentato una richiesta ufficiale a “ministeri, agenzie governative, autorità locali, associazioni e organizzazioni competenti”, concedendo tre giorni per un riscontro.
Le modifiche prevedono anche l’eliminazione del meccanismo di determinazione dei prezzi dei terreni; sostituito da coefficienti di adeguamento provinciali. La ripartizione delle competenze tra livello provinciale e comunale. La possibilità che lo Stato espropria i terreni residui una volta che l’investitore supera la soglia del 75% prevista dall’accordo. L’ampliamento dei casi di esproprio da parte dello Stato. Il completamento della banca dati nazionale catastale entro fine 2026.
L’attuale legge fondiaria era stata approvata dall’Assemblea nazionale il 18 gennaio 2024 ed era entrata in vigore l’1 agosto 2024. La sua modifica non era inizialmente prevista nell’agenda dell’Assemblea nazionale per il 2026. Questo emendamento è uno dei compiti politici centrali stabiliti e sottolineati dal Partito comunista del Vietnam durante la terza sessione plenaria del suo Comitato centrale che si è tenuta nei giorni scorsi.
Intanto, in tutto il Vietnam sono stati avviati una serie di grandi progetti promossi all’insegna di “investimenti e dello sviluppo”, che in definitiva hanno messo a rischio centinaia di migliaia di famiglie di perdere le proprie case e i propri terreni. Tra essi vi è il progetto del viale panoramico del fiume Rosso, che coinvolge circa 200mila persone. Il progetto dell’aeroporto internazionale di Gia Bình, con ripercussioni su oltre 7mila famiglie, e il progetto dell’aeroporto di Long Thành, con conseguenze su oltre 4500 famiglie.

















