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Diritti umani

Articolo in evidenza

  • L'espulsione del leader Montagnard e la sorte dei rifugiati a Bangkok

    Nonostante il riconoscimento dello status di rifugiato da parte dell'Unhcr il tribunale ha accolto la richiesta di estradizione di Y Quynh Bdap presentata da Hanoi. L'attivista ha presentato appello e una nuova richeista d'asilo all'ambasciata canadese. L'atteggiamento ambiguo della Thailandia che apre le sue porte all'accoglienza temporanea ma non essendo firmatario della Convenzione Onu non offre vere garanzie.

  • Arrestato anche Mech Dara, voce libera a Phnom Penh

    Fermato il più noto tra i giornalisti indipendenti cambogiani ancora in attività nonostante la repressione. Il probabile pretesto i post pubblicati sui social network sui danni ambientali provocati da alcune cave di pietra, bollati dalle autorità come notizie che creano “disordine sociale”. Ma Dara è molto attivo anche nelle denunce sugli schiavi dei network transfrontalieri delle truffe on line. Con lui sono diventati ormai un centinaio i prigionieri politici in Cambogia.

  • Processo agli oppositori a Dušanbe

    Alla sbarra a porte chiuse i leader del movimento di opposizione Gruppo 24, Sukhrob Zafare e Nasimdžon Šarifov. Scomparsi da Istanbul dove vivevano da dieci anni in esilio, nell'agosto scorso il procuratore generale aveva reso noto che si trovano in un carcere della capitale del Tagikistan. Messa al bando come "assocazione estremistica" all'organizzazione non è permesso in alcun modo di partecipare alla vita politica e sociale del Paese.

  • Alta Corte di Taipei: 'Pena di morte non viola la Costituzione'. Ma pone limiti

    Rigettata una petizione presentata dai 37 detenuti che si trovano nel braccio della morte, ma con l'invito ad applicarla solo in casi "eccezionali". L'ultima esecuzione risale al 2020. Le critiche del Kuomintang che definisce il verdetto dei giudici una "abolizione di fatto". Amnesty International Taiwan parla di "passo avanti" e chiede al governo di decretare una moratoria ufficiale.

  • Il calvario delle donne turkmene a Kabul

    La repressione dei diritti delle donne da parte dei talebani risulta ancora più evidente per chi ha origine etnica diversa. Nelle regioni settentrionali dell’Afghanistan vivono centinaia di migliaia di turkmeni etnici, e nessuno si occupa della difesa dei loro diritti, anche per le relazioni gelide con Ashgabt.

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