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Myanmar ferito

Articolo in evidenza

  • A Mandalay la Pasqua tra gli sfollati e le macerie del terremoto

    A tre settimane dal terremoto che ha devastato Mandalay e il centro del Myanmar, la Chiesa resta accanto ai fedeli e alle vittime, offrendo sostegno materiale e spirituale. Mentre molte chiese restano inagibili, la Settimana Santa viene celebrata nei campi per sfollati e nelle sale parrocchiali. Maximilian, volontario Caritas, racconta che nella distruzione e nel dolore “la gente si sostiene a vicenda”, in una vera esperienza di rinascita.

  • Testimonianza dal Sagaing: 'Mobilitati per gli aiuti, ma i militari ostacolano'

    Un'operatrice racconta ad AsiaNews la situazione nelle zone colpite dal sisma di fine marzo: i militari spesso bloccano i carichi, alimentando la paura e l'incertezza. Il regime, impegnato a ricostruire i propri uffici anziché portare soccorsi alla popolazione, vorrebbe nascondere gli sfollati. Nessuno sforzo coordinato per estrarre i corpi dei morti dalle macerie. “Bisogni enormi, ma possiamo ancora raggiungere i più vulnerabili”.

  • Terremoto, al lago Inle la devastazione tra le palafitte dei pescatori

    Non sono solo le città ma anche le aree rurali più abbandonate a soffrire. Ci sarebbero quasi 100 morti e 3mila case crollate nella regione che prima dello scoppio della guerra nel 2021 era una nota meta turistica. La popolazione locale si stava ancora riprendendo dalle conseguenze del tifone Yagi di settembre. Mentre le principali milizie etniche aderiscono alla proposta di cessate il fuoco, molti temono che la giunta militare blocchi l'invio di aiuti.

  • Terremoto, suore della Riparazione: 'Dormiamo all'aperto, pensiamo ai traumi dei bambini'

    I collegamenti nell'epicentro restano limitati e c'è ancora molta paura in Myanmar dopo il terremoto del 28 marzo che ha devastato le aree centrali del Paese. Oltre alle scosse di assestamento, sono continuati anche i bombardamenti dell'esercito. "È come sparare ad un ferito", commenta ad AsiaNews suor Valentina Pozzi, superiora dell'istituto fondato da p. Carlo Salerio che oggi conta 458 consorelle birmane. "È un miracolo che, finora, tra di noi, non ci siano vittime".

  • Myanmar: soccorsi da Cina, India e Asean, ma porte chiuse a Taiwan

    Una squadra di emergenza di Taipei ha atteso invano per due giorni senza poter entrare nel Paese in ginocchio per il sisma. L'intreccio perverso tra le questioni politiche e i soccorsi alle persone sotto le macerie. Niente ingressi nemmeno per i giornalisti stranieri. Essenziale il cessate il fuoco perché non si trasformino anche gli aiuti in un'arma di guerra.

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