Asia Centrale

Articolo in evidenza

  • Il Tagikistan rischia di perdersi nella nuova Via della seta

    I tagichi si ritengono i principali eredi delle vie commerciali dei secoli lontani, della “prima globalizzazione eurasiatica” della storia. Ma oggi secondo il politologo Abdugani Mamadazimov sono costretti a rincorrere i vicini mentre il mondo intero guarda all'Asia Centrale come a un'area cruciale dei collegamenti tra Oriente e Occidente.

  • Usaid e gli 'agenti stranieri' ad Astana

    Tra le ripercussioni in Asia Centrale del blocco alle attività di cooperazione del governo degli Stati Uniti c'è anche la sospensione dei sussidi ad agenzie giornalistiche come Radio Svoboda e le associazioni che si battono per contro il bavaglio alle voci critiche. E i politici nazionalisti kazachi esultano, chiedendo la fine delle "interferenze straniere" nel racconto del proprio Paese.

  • Centri a Taškent per gli aspiranti migranti in Russia

    I due Paesi stanno lavorando a un nuovo meccnismo per governare i flussi di lavoratori migranti. Superando in Uzbekistan appositi esami di lingua e legislazione russa potranno ottenere una "patente" necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno. La legalizzazione è una questione resa sempre più urgente dalla grave mancanza di forza lavoro dovuta alle mobilitazioni nella guerra in Ucraina

  • Il divieto del Niqab in Kirghizistan

    Con un decreto del presidente Žaparov è entrata in vigore la legge che bandisce i vestiti che coprono interamente il corpo e anche il volto delle donne. La polemica sugli abiti musulmani tradizionali e sulle lunghe barbe degli uomini è da tempo al centro di molti dibattiti in una regione dove i governi laici cercano in ogni modo di contenere la deriva verso l’islam radicale.

  • La de-russificazione dei cognomi in Asia Centrale

    Dal Kazakistan al Tagikistan in tutta la regione sono state adottate procedure per mutare la scrittura del cognome eliminando le forme del patronimico imposte durante la dominazione zarista e sovietica, per recuperare le radici turaniche o di altre etnie. Sono però solo poche personalità ad aver fatto questo passo, avvertito da molti come una complicazione inutile.

  • Il politologo kazako: la scommessa del sinologo Tokaev tra Oriente e Occidente

    L'analista Syroežkin - liberato dal carcere dopo essere stato condannato nel 2019 per "tradimento" - in un'intervista televisiva ha analizzato lo stato dei rapporti tra il Kazakistan e la Cina: "Il presidente è uno dei pochi kazachi in grado di capire la politica cinese: cerca di perseguire un equilibrio efficace con Mosca. Ma le sue promesse su un Paese nuovo e giusto restano ancora zoppicanti".

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