Asia del Nord

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Dal carbone al rame: la nuova era economica della Mongolia

Per la prima volta l'anno scorso ad Ulaanbaatar i ricavi derivanti dalle esportazioni di concentrato di rame hanno superato quelli delle esportazioni di carbone. Una svolta alimentata dalla corsa all'intelligenza artificiale e all'aumento della produzione di veicoli elettrici. E il governo oggi cerca nuovi giacimenti.

  • Il mercato editoriale negli anni della censura in Russia

    il fatturato complessivo è rimasto più o meno uguale ma sono crollate le tirature, con un -23% di libri stampati rispetto al primo trimestre del 2022. libri tradotti dall’estero sono calati del 27%, con una media decisamente misera per l’utenza russa di 2.500 esemplari stampati per ogni testo. I lettori cercano surrogati alla letteratura ormai proibita, comprando i libri russi di genere fantasy e horror e romanzi cinesi.

  • Da Mosca 20 miliardi di dollari a Pyongyang per il sostegno in Ucraina

    È la stima fornita dal Korea Institute for Defense Analyse, vicino a Seoul, per l’invio di armi, uomini e tecnologie alla Russia da parte del regime dei Kim. Fra le forniture anche 21mila container di armi via mare. Fra la fine del 2024 e l’inizio dell’anno il Nord ha mandato quasi 127mila mail di phishing a funzionari, giornalisti e ricercatori del Sud.

  • La nuova divisione delle proprietà a Mosca

    Nell'ambito della conversione a un'economia di guerra negli ultimi tre anni la procura generale della Russia ha confiscato ai privati 411 grandi compagnie, con attivi che superano i 30 miliardi di dollari. Tra i principali gestori di queste operazioni vi sarebbero i due fratelli oligarchi più vicini al presidente Vladimir Putin, Arkadij e Boris Rotenberg.

  • A Mosca le battaglie 'creative' degli ecologisti

    Nonostante i divieti di manifestazioni e picchetti gli ambientalisti sono riusciti comunque a far sentire la propria voce contro i lavori in corso nei parchi della capitale russa. Secondo le autorità municipali servirebbero a migliroare “la custodia e l’utilizzo degli spazi verdi”, ma secondo gli oppositori sono solo un favore alle "lobby edilizie affaristiche".

  • Lo scontro tra nazionalisti e comunisti all'ombra di Putin

    Il Cremlino vorrebbe cerare un partito di estrema destra tradizionalista, guidata dai veterani dell’operazione militare speciale, da fondere insieme agli eredi di Vladimir Zirinovskij per spronare gli stessi deputati di Russia Unita a un più convinto attivismo patriottico. Ma la mossa è guardata con nervosismo dai comunisti di Zjuganov, che rappresentano l’anima “popolare e di sinistra” russa tradizionale.

  • I contrasti tra Kadyrov e Putin sul 'giorno dopo' della Cecenia

    Crescono le tensioni tra il presidente della repubblica caucasica e Mosca. La ragione principale del dissidio sraebbe costituita da un’informazione dei servizi dell’Fsb sulle frequenti trattative non concordate con il Cremlino tra Kadyrov, da tempo malato, e le monarchie del Golgo per determinare il futuro dei suoi beni e la sicurezza dei membri della sua famiglia

  • Un nuovo piano della Csto contro le migrazioni illegali in Russia

    L’alleanza militare eurasiatica ha presentato nuove linee per le operazioni di contrasto da applicare in tutti gli Stai membri per evitare "infltrazioni terroristiche". Durante lo scorso anno individuati 420 organizzazioni illegali, ma ci sono state anche tante azioni sommarie nei confronti dei tagiki dopo l'attentato al Krokus City Hall. Dušanbe sta insistendo con i propri cittadini per legalizzare pienamente le proprie condizioni di permanenza in Russia entro fine aprile.

  • Stati Uniti e Russia alla ricerca del paradiso perduto

    Fare la Russia e l’America “ancora grandi”, Maga o Russkij Mir, non è altro che il sogno di tornare al mondo in cui c’erano i due grandi imperi a cui si sottomettevano tutti gli altri Paesi. Non interessano le conquiste, ma le perdite subite, e ritornare in cima al mondo serve a superare le paure di perdite ulteriori.

  • La trappola sovietica di Putin

    Oggi Mosca prende tempo aspettando la proclamazione della Vittoria per il 9 maggio. Ma la sintonia con Trump le consegna già comunque ciò che attendeva da più di trent’anni: il ritorno della Russia al tavolo delle superpotenze, come attore di primo piano nell’arena politica mondiale.

  • La guerra nei documentari russi (in esilio)

    Dal 2022 il festival del cinema documentaristico indipendente russo si è forzatamente trasferito a Riga dove anche quest'anno racconta "Il mondo al tempo della guerra". Il regista Vitalij Manskij: "Quella interna in corso a Mosca contro la società civile non è di portata minore”

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