Asia del Nord

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Il fallimento dell’unità popolare della Russia

Un anno fa Putin istituì le giornate dedicate agli “Stati minori” e alle “lingue dei popoli” della Russia, per esprimere l’ideale della sobornost, la grande unione universale che esprime la missione storica della Russia ortodossa. Che però oggi, al posto della “unione dei popoli”, proclama sempre più la “divisione delle Chiese”.

  • Il lavacro russo della gelida Apocalisse

    Nella festa del Battesimo di Gesù - appena celebrata nel calendario ortodosso - il bagno nell’acqua del kupel con l’apertura a croce sul ghiaccio dei laghi è un rito quasi esclusivo dei russi: se si sopravvive alla triplice immersione nell’acqua della gelida morte, allora si potrà sperare davvero in una vita nuova.

  • Gli occhi di Mosca sul Kazakistan

    Per diversi osservatori, i russi potrebbero scatenare una guerra contro un’altra ex repubblica sovietica. Nel nord kazako vive una larga popolazione russofona. Più attraenti le regioni occidentali, ricche di gas e petrolio. Putin interverrebbe per salvare il Kazakistan “dallo sfruttamento globalista occidentale”.

  • L’anno nuovo dei popoli russi dell’Artico

    La Chiesa ortodossa russa rimane fedele al calendario giuliano e ha festeggiato il 14 gennaio. I korjaki della Kamčatka iniziano l’anno al solstizio invernale, il 21 o 22 dicembre. Lo stesso fanno i čukči al confine con l’Alaska. Negli Urali, khanty e mansi aspettano l’arrivo dei corvi a primavera.

  • La Moscovia post-sovietica della fine del mondo

    Il grande ritornello della propaganda putiniana, espresso in una forma sempre più radicale e apocalittica, è simile alle dichiarazioni recenti degli ayatollah iraniani di fronte alle accuse di repressione delle donne e del popolo: “Noi abbiamo la nostra cultura e i nostri valori, e nessuno ci può imporre un altro modello di vita”.

  • Teheran, giustiziato Alireza Akbari: accusato di essere una spia britannica

    Le notizie di oggi: Tokyo intende riversare in mare oltre un milione di tonnellate di acqua radioattiva dalla centrale di Fukushima; il santuario di sant’Anna a Penang prima basilica (minore) della Malaysia; la Corte suprema indiana mette in guardia Delhi e singoli Stati dall’odio confessionale; Pechino pronta a introdurre un esame per l’abilitazione alla professione di giornalista; un terzo dei russi dipende da pensioni o sussidi statali.

  • Si avvicina la terza guerra del Karabakh

    Il contingente di pace dei russi non è più in grado di evitare scontri tra Erevan e Baku per la regione separatista filo-armena. Mosca vorrebbe sostituire il premier armeno Pašinyan con un proprio oligarca. Il Cremlino sembra sempre più debole nel Caucaso, un effetto della guerra in Ucraina.

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