Russia

Articolo in evidenza

  • Il dottorato di Tikhon sullo 'scisma' della Russia

    All'università Mgu di Mosca il metropolita di Crimea - ritenuto il religioso più vicino a Putin - ha discusso la sua tesi che collega il crollo dell'impero degli zar non tanto a fattori economici ma a una divisione nelle élite ispirata dall'Occidente. Una rilettura che ha al centro la "difesa dei valori della Russia" e mira dichiaratamente a "evitare simili crisi nel futuro del Paese".

  • Il possibile congelamento della guerra in Ucraina

    Secondo quanto riferito da Trump il presidente russo Putin avrebbe chiesto di incontrarlo il prima possibile, mentre si parla sempre più spesso di una fine del conflitto anche se non è chiaro su quali basi. L'analisi per Radio Svoboda di Vitalij Portnikov, uno dei più importanti commentatori ucraini: l'importante è che l'Occidente non permetta comunque a Mosca di “ingoiare politicamente” Kiev.

  • La Russia tra sovranità e impero

    Alla conferenza stampa di fine anno Putin ha voluto mostrare il volto del vincitore, non solo per i frammenti di territorio ulteriormente conquistati nel Donbass, ma per trasmettere la sensazione di superiorità della Russia di fronte alle tante incertezze dell’Occidente. La stessa guerra ha nella “sovranità” il suo scopo principale, non tanto per la difesa dei confini quanto per affermare la propria indipendenza e grandezza di fronte al mondo intero.

  • La Russia e la Siria, insieme per sempre

    Il patriarcato di Antiochia è l’unica delle quindici Chiese ortodosse autocefale, e l’unico dei cinque patriarcati antichi, a sostenere da sempre e in ogni situazione la Chiesa russa. Del resto, proprio gli antiocheni furono gli ispiratori dell’istituzione del patriarcato di Mosca. E queste antiche storie del tardo Medioevo ritrovano attualità oggi di fronte al timore dei russi di perdere il proprio ruolo di controllo sul Medio Oriente, dopo la vittoria degli islamisti a Damasco.

  • Il rebus russo del dopo-Assad in Siria

    Concesso asilo a Mosca al leader del regime di Damasco crollato in pochi giorni sotto l'offensiva delle milizie islamiche dal nord. Ai tempi sovietici la Siria era considerata la “sedicesima repubblica” dell’Unione, ma il rapporto di Mosca con Damasco è ben più antico anche per i legami col patriarcatodi Antiochia. Il nodo delle basi militari di Tartus e Latakia, su cui cercheranno di trattare con la nuova leadership del Paese.

  • Le sfide del Mondo russo secondo Kirill

    Il patriarca cerca ultimamente di smarcarsi e sottolineare la sua superiorità nella “sinfonia” russa tra il trono e l’altare. E negli ultmi tempi si sono evidenziati almeno due argomenti su cui la Chiesa ortodossa russa non si è sentita particolarmente in sintonia con le istituzioni statali: le risposte alla crisi demografica che finiscono per mettere sotto accusa lo stesso celibato dei monaci e il divieto di qualunque preghiera organizzata nelle case private.

  • I figli concepiti in vitro dei caduti nella guerra in Ucraina

    Fin dalla prima mobilitazione per la guerra, l’associazione dei medici e ginecologi russi aveva comunicato che era molto cresciuta la richiesta per la procedura di conservazione del proprio materiale genetico. Proekt Veter ha raccolto le storie delle mogli dei soldati uccisi al fronte e rimaste comunque incinte con la fecondazione assistita dopo la loro morte.

  • Il freno di Mosca alle politiche contro il cambiamento climatico

    L’energia “pulita” in Russia rimane poco sopra al 30% e interi settori come quello automobilistico e del riscaldamento funzionano ancora esclusivamente con carburanti da fonti fossili. Mente con l'invasione dell'Ucraina sono tramontatte le speranze di vedere Mosca tra i maggiori finanziatori del Carbon Border Adjustment Mechanism.

  • L’improbabile fine della guerra della Russia

    Si moltiplicano proposte e ipotesi sulla conclusione del conflitto. ma per Putin le possibili trattative con Trump sarebbero soltanto una fase intermedia di un processo da proseguire. Mentre per gli ucraini la situazione si fa sempre più drammatica non solo per le incertezze degli aiuti occidentali ma anche per la sempre minore partecipazione dei cittadini alle azioni di difesa.

  • Le dimissioni del presidente dell'Abkhazia scossa dalle proteste

    Nella regione separatista della Georgia da 15 anni sotto il controllo di Mosca migliaia di persone si sono sollevate contro gli accordi del governo con gli oligarchi russi. Bžanija ha annunciato il passo indietro “per conservare la stabilità e l’ordine costituzionale”. Eventi non inediti per Sukhumi, destinata comunque a rimanere saldamente nelle mani del Cremlino.

  • L'era del Grande Teppista

    Lo scrittore Viktor Erofeev, che vive in esilio a Berlino dal 2022, ha pubblicato un romanzo dal titolo Velikij Gopnik, in cui cerca di mostrare come il putinismo sia cresciuto dall’inconscio dei russi a partire dai cortili di Leningrado. Fino a un estremismo verso la propria stessa anima, incapace "di accettare una vita normale”.

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