Mosca (AsiaNews) - Il 27 maggio scorso Russia e Afghanistan avevano firmato un accordo di cooperazione tecnico-militare, che prevede la riparazione delle armi di fabbricazione sovietica rimaste nell’arsenale afghano. Durante quest’estate l’operazione è passata alla fase operativa. Si tratta di un altro passo avanti nel riavvicinamento tra Mosca e il movimento talebano, che ha preso il potere in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe americane. La Russia rimane l’unico Paese che ha riconosciuto ufficialmente il governo talebano (la Cina ha scelto la via di un rapporto pragmatico). Di per sé, la partnership con il gruppo non porta benefici significativi a Mosca, ma attraverso l’Afghanistan spera di espandere la propria influenza in Asia centrale, agendo come garante della sicurezza regionale, e accordi come quello di maggio consentono di farlo a costi minimi.
I dettagli dell’accordo sono scarsi, ma non sembra comportare grandi consegne di armi o investimenti significativi. Dall'esterno, i crescenti legami della Russia con i talebani possono sembrare una decisione strana: l’economia afghana è in gravi difficoltà dopo anni di guerra, il governo talebano deve affrontare sanzioni per le violazioni dei diritti delle donne e il commercio tra i due Paesi è limitato. Eppure l’Afghanistan offre oggi alla Russia una rara opportunità di espandere la propria influenza esterna; i talebani sono interessati al riconoscimento internazionale e alla cooperazione in materia di sicurezza, e Mosca può offrire entrambi.
Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la capacità della Russia di proiettare la propria influenza all'estero si è notevolmente ridotta. Il rovesciamento di Bashar al-Assad in Siria, la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e il continuo allontanamento dell'Armenia hanno rappresentato colpi molto duri al prestigio di Mosca. Il riavvicinamento con l'Afghanistan offre quindi l'opportunità di ripristinare, almeno parzialmente, la propria presenza internazionale; dopo il ritiro delle truppe statunitensi nel 2021, Mosca ha cercato attivamente di sostituire l'Occidente nella regione e di diventare il principale partner di Kabul per la sicurezza. Del resto, la Russia e i talebani hanno iniziato a stabilire legami ben prima che il gruppo prendesse il potere in Afghanistan, anche attraverso finanziamenti dei servizi russi di intelligence.
L’accordo di maggio “permette a Mosca di stabilire una presenza a lungo termine nel settore della sicurezza afghano senza investimenti finanziari significativi”, spiega Giuliano Bifolchi, responsabile dell'unità Osint di SpecialEurasia. Inoltre, i due regimi condividono il rifiuto di un approccio diplomatico basato sui valori; a differenza di Washington e degli occidentali, Mosca non esige da Kabul riforme liberali, o il rispetto dei diritti umani. La cooperazione tra Russia e Afghanistan non si limita alla sfera militare, sebbene gli scambi commerciali tra i due Paesi rimangano limitati: secondo le autorità russe, ammontano a circa 500 milioni di dollari all'anno. Circa un decimo di questi scambi transita attraverso la repubblica russa del Tatarstan, che da tempo rappresenta il principale canale di comunicazione regionale tra Mosca e Kabul.
La Russia ha stabilito con successo contatti con le comunità tatare che storicamente vivono nel nord dell'Afghanistan. Il Tatarstan rifornisce il Paese con camion Kamaz, prodotti petrolchimici e prodotti halal, mantenendo legami attraverso il Museo culturale tataro afghano a Kabul, e l'insegnamento della lingua in alcune scuole delle province settentrionali. I rappresentanti dei talebani partecipano al Forum di Kazan in Tatarstan dal 2023. Nel 2026, all'evento si è discusso di commercio e investimenti.
“Il Tatarstan è diventato a tutti gli effetti un canale di cooperazione efficace tra Russia e Afghanistan”, afferma Eldaniz Gusejnov, cofondatore di Nightingale Int., un'agenzia di analisi specializzata in Asia centrale. L'espansione dei legami tra Afghanistan e Russia ha avuto ripercussioni anche sui flussi commerciali: “molti operatori del settore dei trasporti merci notano che, sotto il regime talebano, il trasporto di merci è diventato più agevole”, aggiunge Guseinov. Tuttavia, importanti progetti come la Ferrovia Trans-Afghana, che dovrebbe attraversare Uzbekistan, Afghanistan e Pakistan, sono ancora lontani dalla realizzazione; il conflitto in corso con il Pakistan, e la diffusa contaminazione da mine nel Paese rimangono ostacoli significativi.




















