Chittagong Hill Tracts, 14 arresti in un villaggio cattolico

Dopo l'uccisione di un uomo, 14 abitanti di Jaitun Para sono stati arrestati. Le famiglie, private dell'unica fonte di reddito, stanno affrontando anche una grave crisi economica oltre al processo.

di Sumon Corraya

Bandarban (AsiaNews) – Nel villaggio cattolico di Jaitun Para, tra le colline delle Chittagong Hill Tracts nel sud-est del Bangladesh, 14 abitanti sono stati arrestati con l’accusa di essere coinvolti nell’omicidio di un uomo bengalese musulmano. Gli arresti stanno comportando anche difficoltà economiche, perché gli uomini che sono stati fermati sono anche gli unici percettori di reddito all’interno delle loro famiglie. 

Il villaggio, abitato prevalentemente da famiglie dell'etnia tripura e appartenente alla parrocchia di Bolipara, conta una trentina di nuclei familiari cattolici. La maggior parte vive di agricoltura di sussistenza e della tradizionale coltivazione jhum, un sistema di agricoltura itinerante praticato sulle colline che alterna periodi di coltivazione e di riposo del terreno. In questi contesti gli uomini rappresentano quasi sempre l’unica fonte di reddito. 

La vicenda ha avuto inizio il 5 giugno, quando un uomo identificato come Liton è entrato nel villaggio. Secondo gli abitanti, il suo comportamento aveva suscitato sospetti perché non era riuscito a spiegare in modo convincente il motivo della sua presenza. Per questo alcuni residenti avrebbero informato i membri del Parbatya Chattagram Jana Samhati Samiti (Pcjss), il principale movimento politico che rappresenta molti dei popoli indigeni delle Chittagong Hill Tracts.

Secondo il racconto degli abitanti, alcuni membri del Pcjssavrebbero successivamente preso in custodia l’uomo. Tre giorni dopo il suo corpo è stato ritrovato in una zona boscosa nei pressi del villaggio di Eden Para. Sono stati gli stessi residenti, usciti per lavorare nei campi, ad avvisare la polizia dopo aver scoperto il cadavere.

L’autopsia, eseguita all’ospedale di Bandarban, ha rilevato ferite da arma da fuoco alla testa. Gli investigatori hanno recuperato un biglietto dell’autobus tra gli effetti personali della vittima. Le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per omicidio e rafforzaoto i pattugliamenti nella zona insieme alla Border Guard Bangladesh (BGB), la polizia di frontiera.

Le autorità, guidate dal sovrintendente di polizia Shahidullah Kawsar, hanno arrestato e interrogato diversi sospetti, ma finora non hanno attribuito pubblicamente nessuna responsabilità né al Pcjss né ad altre organizzazioni. Le indagini restano aperte.

Sulle famiglie però ora grava l’onere economico di queste indagini. “Ci siamo insospettiti e abbiamo avvisato il Jss perché eravamo preoccupati per la nostra sicurezza”, racconta ad AsiaNews un abitante che chiede di restare anonimo. “Non avremmo mai immaginato che quell’uomo sarebbe stato ucciso. Ora sono le nostre famiglie a soffrire. Vorremmo soltanto che i nostri parenti potessero tornare a casa”.

Una donna, il cui marito è tra gli arrestati, descrive una situazione diventata insostenibile: “Siamo in quattro. Mio marito era l’unico che lavorava. Da quando è stato arrestato facciamo fatica perfino a procurarci il cibo. Non so come riusciremo a farlo uscire di prigione”.

Alla perdita del reddito si sono infatti aggiunti le spese legali e i costi degli spostamenti necessari per seguire il procedimento giudiziario, difficili da sostenere per famiglie che dispongono di pochi risparmi.

Negli ultimi giorni la comunità è stata colpita anche da una seconda tragedia. Una donna del villaggio è morta dopo complicazioni dovute a una ferita alla gamba. Dopo un primo ricovero presso un presidio della Border Guard Bangladesh, era stata trasferita prima a Bandarban e poi a Chittagong, dove è deceduta. Secondo gli abitanti, il marito, il figlio e il genero della donna sono tutti tra le persone arrestate a causa dell’inchiesta in corso e non hanno potuto assisterla durante gli ultimi giorni di vita né accompagnarla nel momento della morte. “È una tragedia nella tragedia”, racconta un residente. “Nessuno di loro ha potuto starle accanto. Tutto il villaggio sta condividendo il dolore di questa famiglia”.

Queste vicende hanno riacceso l’attenzione sulle Chittagong Hill Tracts, un’area montuosa al confine con India e Myanmar abitata da numerose comunità indigene, note collettivamente come “jumma”, tra cui convivono comunità tripura, chakma e marma. Per decenni la regione è stata teatro di un conflitto tra lo Stato bengalese e i movimenti indigeni, che chiedevano maggiore autonomia e il riconoscimento dei propri diritti sulle terre.

Il conflitto si è formalmente concluso con il un accordo di pace firmato nel 1997 tra il governo del Bangladesh e il Parbatya Chattagram Jana Samhati Samiti. L’intesa prevedeva, tra le altre cose, il disarmo della guerriglia, il ritiro graduale dei campi militari, la creazione di istituzioni autonome locali e la restituzione delle terre occupate alle popolazioni indigene.

A quasi trent’anni dalla firma, tuttavia, molte delle disposizioni non sono state pienamente attuate. La presenza dell’esercito rimane significativa, le controversie fondiarie continuano e nelle Hill Tracts operano ancora diversi gruppi armati. Nel frattempo il Pcjss ha abbandonato la lotta armata ed è oggi un’organizzazione politica legalmente riconosciuta, ma le tensioni tra comunità indigene, autorità statali e popolazione bengalese continuano a influenzare la vita quotidiana.

Mentre la polizia prosegue le indagini sull’omicidio, gli abitanti di Jaitun Para chiedono che venga fatta piena luce sul caso. “Vogliamo che emerga la verità”, dice un residente. “Ma vogliamo anche che le nostre famiglie possano avere un futuro”. 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente
Destinazione Seoul

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000