Card. Koovakad: "Indù e cristiani insieme per un mondo più giusto"

Il prefetto del Dicastero per il dialogo interreligioso ha partecipato a Londra a un incontro promosso insieme a leader della comunità indù locale. Sulle orme del card. Tauran ha visitato il Tempio di Neasden, nel nord-ovest della capitale britannica. "Non arrendiamoci quando i progressi sulla via della pace sono lenti".

di Nirmala Carvalho

Londra (AsiaNews) - Il card. George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero vaticano per il Dialogo interreligioso, ha lanciato un appello per una più forte cooperazione tra indù e cristiani per costruire un mondo giusto e pacifico, durante un incontro interreligioso a Londra a cui hanno partecipato rappresentanti di importanti organizzazioni indù in Inghilterra.

L'incontro, tenutosi il 19 ottobre sul tema “Indù e Cristiani: insieme per costruire un mondo giusto e pacifico”, è stato organizzato dalla Conferenza dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles e dalla Global Cooperation House della Brahma Kumaris World Spiritual University di Londra, su iniziativa del Dicastero per il Dialogo interreligioso.

Brahma Kumari Maureen Goodman ha svolto un ruolo chiave nell'organizzazione dell'evento, che ha riunito rappresentanti indù e cristiani per esplorare come le rispettive tradizioni religiose possano contribuire alla pace, alla giustizia e alla convivenza armoniosa.

La visita al BAPS Swaminarayan Mandir

Prima della conferenza, il card. Koovakad – alla sua prima visita ufficiale nel Regno Unito – si è recato al BAPS Shri Swaminarayan Mandir a Neasden, nel nord-ovest di Londra, popolarmente noto come Tempio di Neasden. Era accompagnato dall'arcivescovo di Birmingham mons. Bernard Longley, presidente del Dipartimento per il Dialogo e l'unità dei cristiani della Conferenza episcopale, e da mons. Patrick McKinney, vescovo referente per il dialogo interreligioso della stessa Conferenza.

La delegazione è stata accolta dai monaci e dalle autorità del tempio, che hanno presentato ai visitatori il luogo di culto indù. La visita ha offerto anche l'opportunità al cardinale di incontrare membri della comunità indù e di conoscere le loro esperienze di dialogo interreligioso.

La visita ha dato seguito a quella compiuta nel 2013 dal cardinale Jean-Louis Tauran, compianto presidente dell'allora Pontificio Consiglio per il dialogo Interreligioso. In quell’occasione si tennero incontri con rappresentanti delle comunità indù, giainista e sikh, oltre a più ampie sessione multireligiose ed ecumeniche volte a promuovere la pace.

Proseguendo questa tradizione di impegno, riaffermando l'importanza di un dialogo e di una cooperazione costanti tra le comunità religiose, la conferenza tenuta il 19 ottobre presso la Global Cooperation House ha riunito rappresentanti di diverse importanti organizzazioni indù in Inghilterra, tra cui Brahma Kumaris, BAPS Swaminarayan Sanstha, Chinmaya Mission UK, International Society for Krishna Consciousness (ISKCON) e Ramakrishna Vedanta Centre, insieme a clero cattolico e altri rappresentanti cristiani.

"Unire i cuori per la pace"

Nel suo intervento, il card. Koovakad ha sottolineato che l'impegno condiviso per la pace deve andare oltre le dichiarazioni e tradursi in una collaborazione pratica tra le comunità religiose e la società in generale. “Con cuori uniti, sforzi congiunti, coinvolgimento individuale e impegno comunitario, speriamo di poter dare vita a molte altre attività di pacificazione e iniziative di costruzione della pace che facciano avanzare la causa della giustizia, dell'armonia e della convivenza nella società”, ha detto il responsabile del Dicastero per il Dialogo interreligioso.

Ricordando l'appello di Papa Leone XIV affinché ogni generazione plasmi la propria epoca, il card. Koovakad ha sottolineato che la responsabilità di creare un mondo più umano e giusto non può ricadere su una singola religione. Si tratta piuttosto di una responsabilità condivisa da tutte le tradizioni religiose, dai governi, dalle comunità politiche, dalle famiglie e dalle persone di buona volontà.

Ha riconosciuto le sfide insite nel perseguire questa missione comune, in particolare la tentazione di arrendersi quando i progressi sono lenti. Ciononostante - ha affermato - le tradizioni religiose continuano a incoraggiare i loro fedeli a fare della ricerca della giustizia e della pace un'espressione autentica della loro fede.

Il cardinale ha inoltre evidenziato l'importanza della dignità umana e della compassione in un mondo che affronta crisi sociali ed economiche, conflitti globali e la rapida espansione dell'intelligenza artificiale. Il dialogo interreligioso, ha affermato, può consentire alle comunità di scoprire nuovi modi di lavorare insieme, sviluppare standard condivisi e tradurre valori comuni in azioni concrete.

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