Nepal

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  • Himalaya: dietro le stragi degli alpinisti (anche) i cambiamenti climatici

    Due incidenti in pochi giorni hanno causato la morte di almeno nove persone. Fonti locali riferiscono che “servirà tempo” per recuperare alcuni corpi per le condizioni meteo. Il rischio di valanghe accresciuto da fenomeni come i cicloni. Alterazione della stabilità del manto nevoso, aumento delle precipitazioni e accelerazione nello scioglimento dei ghiacciai i pericoli principali.

  • Katmandu, il 'giorno dopo' della rivoluzione della GenZ

    Viaggio tra le attese dei giovani che in nome della lotta alla corruzione hanno portato all’uscita di scena del governo di Sharma Oli. Sr. Durga Shrestha (Caritas Nepal): “Le profonde diseguaglianze alla radice delle proteste, ora la sfida è generare veri cambiamenti”. Il gesuita p. Ekka: “Il sistema scolastico sia una delle priorità”.

  • Hami Nepal, l'ong che ha guidato le proteste e portato al nuovo governo

    Nata dalle macerie del terremoto del 2015, in questi dieci anni quest'associazione si è spesa nel Paese per aiutare la popolazione in difficoltà, guadagnandosi fiducia per la trasparenza nella gestione dei fondi. Nelle campagne contro la corruzione è diventata un punto di riferimento per i giovani nepalesi delusi dall’élite politica. E ha organizzato anche il sondaggio online che ha portato alla nomina di Sushila Karki a premier ad interim, che ora dovrà accompagnare il Paese alle elezioni del 2026.

  • Proteste a Kathmandu: le speranze infrante di un'intera generazione

    Le manifestazioni, partite dal blocco dei social media, hanno costretto il primo ministro alle dimissioni. La mobilitazione giovanile riflette la profonda delusione verso un sistema politico che ha tradito le speranze nate dall'adozione della democrazia. Le difficoltà economiche spingono molti a emigrare e già ad aprile si erano verificate proteste che chiedevano il ritorno della monarchia come alternativa alla corruzione dei partiti.

  • Katmandu: la Gen Z protesta contro la corruzione nel governo, morti e feriti

    Le manifestazioni sono scoppiate ieri nella capitale nepalese in seguito al blocco dei social media, oggi revocato. l primo ministro Khadga Prasad Oli ha tuttavia rassegnato le dimissioni. Il bilancio delle vittime è di 19 morti e centinaia di feriti. Prima del divieto in internet erano circolate notizie che accusavano i politici locali di corruzione e nepotismo. I giovani under 30 che sono scesi in piazza hanno espresso anche la loro frustrazione per la mancanza di opportunità economiche.

  • Tristezza per il thai, incertezza sul nepalese: gli ostaggi ‘dimenticati’ di Hamas

    Nel fine settimana recuperato il cadavere del bracciante agricolo Nattapong Pinta, deceduto durante le prima fasi della prigionia. Il cordoglio di Bangkok. Appello della sorella del prigioniero nepalese Bipin Joshi, la cui sorte è incerta. Sul fronte interno attesa per il voto alla Knesset l’11 giugno sullo scioglimento del Parlamento; dietro la crisi la questione del servizio militare per gli haredi.

  • La longa manus dell'India sulle proteste pro-monarchia in Nepal

    Nell'ultimo mese nel Paese sull'Himalaya si sono state manifestazioni per la restaurazione della monarchia, in cui sono apparse anche le raffigurazioni di un leader del BJP indiano. Delhi ha più volte espresso sostegno al re e a un Nepal che torni a essere uno Stato induista. Ma molti ritengono che le manifestazioni siano una forma di malcontento verso i partiti tradizionali, che non stanno mantenendo le promesse di prosperità.

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