Peshawar (AsiaNews) - Le campagne di vaccinazione in Pakistan di nuovo nel mirino di gruppi estremisti islamici: due agenti di polizia sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito ieri quando alcuni uomini armati - al momento non identificati - hanno attaccato il personale schierato a protezione di una squadra di vaccinazione contro la poliomielite nel distretto di Mohmand, nel nord-ovest. Il raid mirato ha riacceso le preoccupazioni riguardo alla sicurezza degli operatori sanitari in prima linea e del personale preposto alla loro tutela, mentre il Paese lotta per sradicare una malattia che continua a minacciare migliaia di bambini.
L’incidente è avvenuto nella zona di Tamanzai, sotto la giurisdizione della stazione di Pandiali nel Khyber-Pakhtunkhwa (KP), durante una campagna di vaccinazione a livello nazionale. Il comandante della polizia distrettuale Raza Muhammad Khan ha confermato che gli aggressori hanno aperto il fuoco contro gli agenti presenti sul posto. I deceduti sono stati identificati come Zahoor e Arabi, mentre il poliziotto ferito si chiama Sabir. Durante lo scontro a fuoco è rimasto ferito anche uno degli aggressori, mentre è in corso una indagine serrata per individuare i responsabili ed eventuali complici.
Il presidente Asif Ali Zardari ha condannato con forza l'attacco, esprimendo profondo cordoglio per la morte degli agenti e rendendo omaggio alla loro dedizione, al loro coraggio e al loro servizio alla nazione. Il capo dello Stato ha definito particolarmente deplorevole il fatto che fossero stati presi di mira proprio i poliziotti incaricati di proteggere le squadre di vaccinazione, i quali stavano adempiendo ad un compito di interesse per tutta la nazione, che è quello di salvaguardare la salute dei bambini. “I loro sacrifici - ha aggiunto - non saranno dimenticati”, esprimendo al contempo le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e pregando per la pronta guarigione dell’agente ferito.
Anche altre autorità politiche e amministrative hanno condannato la violenza, chiedendo misure di sicurezza più rigorose per il personale addetto alla vaccinazione. Gli attacchi hanno suscitato preoccupazione tra le comunità dei distretti tribali colpiti, dove l’insicurezza e l’attività dei militanti hanno ripetutamente ostacolato i programmi di sanità pubblica.
Polio: otto casi nel 2026
L’ultimo attacco arriva in una fase critica per il programma di eradicazione della poliomielite in Pakistan. Il 1° novembre, il Centro nazionale per le operazioni di emergenza (Neoc) ha confermato l’ottavo caso di poliovirus selvaggio del 2026. L’ultima infezione è stata rilevata in una bambina di 13 mesi del Consiglio dell’Unione di Janbaz-B, nel tehsil di Bara del distretto di Khyber. Si è trattato della seconda registrata quest’anno nel distretto e della sesta segnalata nella provincia di Khyber-Pakhtunkhwa. Gli altri due casi sono stati segnalati nel Sindh, di cui uno a Karachi Est nel mese di ottobre.
Secondo il Programma pakistano per l’eradicazione della poliomielite, l’ultimo caso di infezione dimostra quanto sia importante garantire che ogni bambino riceva la vaccinazione. “Si tratta del secondo caso segnalato quest’anno nel distretto di Khyber, e del sesto nella provincia del Khyber-Pakhtunkhwa. Ciò sottolinea - spiegano in una nota i responsabili - che nessun bambino sarà al sicuro dalla poliomielite finché tutti i bambini non saranno sistematicamente vaccinati e protetti in tutto il Paese”.
I dati mostrano una riduzione rispetto agli anni precedenti, ma la trasmissione rimane una grave fonte di preoccupazione. Il Pakistan ha segnalato 74 casi di poliovirus selvatico nel 2024 e 31 nel 2025. Gli otto casi registrati finora nel 2026 indicano un progresso, sebbene il virus continui a circolare nelle comunità vulnerabili. La sorveglianza ambientale ha inoltre rilevato la presenza del poliovirus in campioni di acque reflue, in particolare nel Peshawar Block, che comprende i distretti di Peshawar e Khyber. Tali risultati indicano che il virus rimane presente anche laddove non sono stati identificati nuovi casi di paralisi.
24 milioni da vaccinare
L’ultima campagna di vaccinazione a livello sub-nazionale, in corso dal 2 all’8 novembre, mira a proteggere quasi 24 milioni di bambini sotto i cinque anni in 97 distretti ad alto rischio. L’iniziativa fa seguito a quattro cicli di vaccinazione su larga scala condotti nel corso del 2026, che hanno raggiunto più volte oltre 45 milioni di bambini. La sola campagna di settembre ha permesso di vaccinare più di 29,3 milioni di bambini.
Nel Balochistan secondo Inamul Haque, coordinatore del Centro operativo di emergenza provinciale, sono coinvolti oltre 2,2 milioni di bambini in 31 distretti, con 8.888 squadre di vaccinazione dispiegate. Haque ha sottolineato che l’assenza di casi recenti di poliomielite nel Balochistan non significa che la provincia sia esente da rischio, soprattutto quando il virus continua a circolare nel vicino Afghanistan e in altre parti del Pakistan.
Lotta senza fine
Pakistan e Afghanistan rimangono gli unici due Paesi al mondo in cui il poliovirus selvaggio è endemico. La poliomielite è una malattia altamente contagiosa che colpisce principalmente i bambini sotto i cinque anni e può causare paralisi permanente. Non esiste una cura, ma la vaccinazione offre una protezione efficace. La campagna deve inoltre affrontare resistenze, disinformazione e minacce alla sicurezza. Da tempo gli operatori sanitari addetti alla vaccinazione e gli agenti di scorta sono oggetto di ripetuti attacchi in alcune zone del Khyber-Pakhtunkhwa e del Balochistan, mentre l’insicurezza ha reso difficile raggiungere i bambini in alcune comunità remote.
Secondo Issac Dominic, studente di medicina di Karachi, le morti di Zahoor e Arabi sottolineano il costo umano della protezione degli operatori sanitari e della garanzia che i bambini ricevano i vaccini salvavita. “Per il Pakistan, l’eradicazione della poliomielite richiederà ben più che ripetute campagne di vaccinazione. Dipenderà dalla fiducia dell’opinione pubblica, dalla partecipazione della comunità, da servizi sanitari efficaci e da un’adeguata protezione per le persone che rischiano la vita per raggiungere ogni bambino. Le nostre équipe mediche impegnate nella lotta alla poliomielite - conclude Issac - sono al servizio della nazione e dobbiamo riconoscere il loro operato; rendiamo tutti omaggio ai martiri che hanno perso la vita e preghiamo per la protezione e il benessere di tutti gli operatori impegnati nella lotta alla poliomielite”.





















