Sri Lanka, un terzo delle scuole a rischio chiusura o fusione

La riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione è iniziata con un progetto pilota in due distretti. Nel mirino 3.114 strutture con meno di 100 studenti. Alti funzionari ad AsiaNews: "Iniziativa mira a utilizzare meglio le risorse e migliorare l'apprendimento". Accademici denunciano "dibattito pubblico insufficiente".

di Arundathie Abeysinghe

Colombo (AsiaNews) - Secondo alti funzionari del Ministero dell’Istruzione, un terzo delle scuole pubbliche in Sri Lanka rischia la chiusura o la fusione. Il Ministero ha avviato un programma di riorganizzazione scolastica con un progetto pilota in corso in due distretti per verificarne la fattibilità. Le statistiche indicano che vi sono 3.144 scuole con meno di 100 studenti, ovvero un terzo di tutte le scuole pubbliche. Le decisioni definitive relative alle fusioni saranno attuate dai Comitati di coordinamento distrettuali competenti.

Inizialmente, 170 scuole selezionate subiranno una ristrutturazione, mentre alcune saranno accorpate. Ciò rientra in un più ampio sforzo con l’obiettivo di migliorare il sistema educativo e creare un ambiente di apprendimento più a misura di persona; tutte le strutture delle scuole selezionate saranno ammodernate nell’ambito di questo piano. 

Le dichiarazioni dei funzionari

Alti funzionari del Ministero hanno riferito ad AsiaNews che “attualmente circa 11.100 scuole sono gestite dal governo centrale e dai consigli provinciali. Di queste, oltre 5mila hanno meno di 200 studenti. La riorganizzazione mira a utilizzare meglio le risorse e a migliorare le condizioni di apprendimento per gli scolari in tutta l’isola”.

“Il progetto valuterà il numero di studenti nelle scuole, il corpo docente e le infrastrutture, comprese le carenze strutturali - aggiungono -. Durante la seconda fase, saranno valutate tutte le 10mila scuole del Paese, il che comporterà anche la chiusura di alcune di esse. Verrà valutata la popolazione scolastica di queste scuole e, laddove il numero di studenti sia esiguo, alcuni alunni provenienti da scuole più piccole saranno trasferiti in quelle rimanenti”. 

Inoltre, alcune scuole saranno potenziate per accogliere classi di livello superiore, con insegnanti e altre strutture fornite su base equa. Il governo aveva annunciato l’intenzione di accorpare in un’unica scuola gli istituti con meno di 100 studenti situati entro un raggio di tre chilometri. “Secondo le statistiche, nel 2023 c’erano 98 scuole che non accettavano nuove iscrizioni. 115 scuole contavano meno di 10 studenti, 406 meno di 20 e 752 meno di 30. Vi erano inoltre 1.141 scuole con meno di 40 studenti e 1.506 con meno di 50. Circa il 15 per cento dell’intero sistema scolastico rientra in queste categorie”. 

Accademici: "Dibattito pubblico insufficiente"

Secondo gli accademici Mayantha Kariyawasam e Ruwan Ekanayaka, “le riforme dell’istruzione devono mirare a una revisione della struttura socioeconomica, poiché è un fatto ampiamente riconosciuto che il sistema educativo dello Sri Lanka debba essere trasformato sia nella struttura che nei contenuti”. Denunciano un “dibattito pubblico insufficiente sulle riforme dell’istruzione proposte”. Gli studenti  - gruppo destinatario di queste riforme, e i loro genitori - sono “all’oscuro di tutto”. Pertanto, qualsiasi serie di riforme “dovrebbe inserirsi in una revisione a lungo termine del sistema che, a sua volta, avrebbe un impatto sull’economia e sul tessuto sociale del Paese”.

Secondo Kariyawasam e Ekanayaka, il problema principale del sistema educativo dello Sri Lanka sarebbe l’enorme divario nella distribuzione delle risorse tra le scuole urbane e quelle rurali. “Ad esempio, l’approvvigionamento idrico nelle scuole dello Sri Lanka varia: il 76% ha accesso all’acqua potabile, spesso proveniente da pozzi o da condutture, mentre il 16% non dispone affatto di servizi idrici e l’8% non ha accesso ad acqua potabile”, spiegano. Circa 500 scuole in tutto il Paese non hanno accesso all’acqua potabile. Il divario relativo alle strutture igienico-sanitarie nelle scuole rappresenterebbe un problema ancora più ampio, che ha impedito a decine di migliaia di studenti di frequentare la scuola. “In alcune zone gli studenti devono percorrere a piedi diversi chilometri per raggiungere la scuola a causa della mancanza di mezzi di trasporto, il che ha portato la maggior parte di loro ad abbandonare gli studi”. 

Tags:

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Mondo russo
Porta d'Oriente
Lanterne rosse

Vedi anche

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
  • P.I.M.E. Centro Missionario
  • Agenzia Fides
  • P.I.M.E. Brasil
  • Radio Mondo
  • Mondo e Missione
  • P.I.M.E. U.S.A.
  • TV 2000