Sibu (AsiaNews) – In Malaysia lo Stato del Sarawak ha riaffermato il proprio impegno a sostenere le comunità religiose non musulmane, con il premier Abang Johari Openg che ha elogiato le chiese, i templi e le altre istituzioni religiose come partner indispensabili nell'istruzione, nel welfare sociale e nella costruzione della nazione.
In un messaggio pronunciato durante una cerimonia organizzata dall'Unità per le altre religioni (Unifor) - il dipartimento pubblico locale per l'assistenza alle comunità non musulmane - in vista del Sarawak Day che si celebra il 22 luglio, il premier ha ringraziato le comunità cristiana, buddhista, taoista, induista, sikh e bahá'í per quello che ha descritto come il loro incrollabile contributo al rafforzamento dell'armonia sociale e al miglioramento della vita dei cittadini del Sarawak. “Le istituzioni religiose sono molto più che luoghi di culto - ha affermato -. Servono anche come centri di istruzione, assistenza sociale, servizi umanitari e guida morale”.
Abang Johari ha dichiarato che la più grande forza del Sarawak risiede non solo nei suoi risultati economici, ma anche nei valori morali che tengono unite le sue diverse comunità. “La vera prosperità si raggiunge quando le persone vivono in pace, le opportunità sono condivise equamente e l'armonia sociale continua a prosperare - ha affermato -. La prosperità senza unità è fragile. Lo sviluppo senza armonia è incompleto”.
Il premier ha ricordato che, dalla creazione nel 2017 di Unifor, lo Stato ha mantenuto una politica di riconoscimento e sostegno delle comunità religiose non musulmane attraverso un'assistenza finanziaria diretta. Ad oggi, il governo locale ha stanziato 685 milioni di ringgit malesi (circa 146 milioni di euro ndr) tramite Unifor. Di questa somma, 565 milioni di ringgit sono stati destinati alla costruzione, all'ammodernamento e alla manutenzione di centinaia di chiese, templi e altri luoghi di culto non musulmani in tutto lo Stato, mentre 120 milioni di ringgit sono stati assegnati alle scuole missionarie.
Per il solo anno in corso, il governo ha stanziato 120 milioni di ringgit per Unifor, inclusi 20 milioni per le scuole missionarie e ulteriori 10 milioni per rafforzare l'istruzione nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM).
Un modello unico in Malaysia
L'approccio del Sarawak si distingue all'interno della Malaysia, dove i finanziamenti pubblici alle istituzioni religiose non musulmane sono stati spesso limitati o gestiti in modo diverso dai singoli Stati. Istituita nel 2017, Unifor è ampiamente considerata la prima agenzia statale della Malaysia dedicata al coordinamento dell'assistenza alle religioni non musulmane. La sua creazione ha formalizzato quello che i leader del Sarawak descrivono da tempo come l'impegno dello Stato per l'uguaglianza religiosa e il rispetto reciproco.
L'agenzia concede sovvenzioni per la costruzione e il restauro di chiese, templi e altri luoghi di culto, sostenendo inoltre le scuole missionarie che da generazioni sono al servizio delle comunità locali. Le scuole fondate dai missionari restano una parte integrante del panorama educativo del Sarawak.
Lo Stato ospita oltre 220 di questi istituti, molti dei quali fondati da missionari cattolici, anglicani e metodisti più di un secolo fa. Già prima della formazione della Malaysia nel 1963, queste scuole introdussero l'istruzione formale in molte comunità rurali e indigene e contribuirono a formare generazioni di insegnanti, funzionari pubblici, professionisti e leader politici.
Oggi continuano a istruire decine di migliaia di studenti di ogni origine etnica e religiosa, riflettendo una tradizione di apertura che ha caratterizzato l'istruzione missionaria nel Sarawak.
Una delle più grandi popolazioni cristiane del Sud-est asiatico
Il Sarawak è una realtà del tutto particolare nel panorama religioso della Malaysia.
A differenza della Malaysia peninsulare, dove i musulmani costituiscono una schiacciante maggioranza, questa regione possiede una delle popolazioni religiosamente più diversificate del Paese. Sebbene l'islam sia la singola religione più diffusa, i cristiani rappresentano una quota stimata tra il 40 e il 45 per cento dei 2,5 milioni di abitanti dello Stato, facendo del Sarawak la sede di una delle più grandi popolazioni cristiane del Sud-est asiatico, escluse le Filippine e Timor Est.
Il cristianesimo ha profonde radici storiche in questo Stato, risalenti all'arrivo dei missionari anglicani durante il periodo dell'amministrazione Brooke nel XIX secolo. I missionari cattolici, seguiti dalle missioni metodiste ed evangeliche, ampliarono l'opera educativa, sanitaria e pastorale in tutto lo Stato, in particolare tra le comunità indigene.
Oggi la comunità cristiana comprende cattolici, anglicani, metodisti, la Sidang Injil Borneo (SIB), battisti, presbiteriani, avventisti del settimo giorno, chiese pentecostali e altre denominazioni protestanti. La sola Chiesa cattolica conta tra i 460.000 e i 480.000 fedeli, pari a circa il 16-18 per cento della popolazione del Sarawak. È organizzata in tre giurisdizioni ecclesiastiche: l'arcidiocesi di Kuching, che serve il Sarawak occidentale e conta circa 217.000-240.000 cattolici; la diocesi di Sibu, con circa 125.000-130.000 fedeli; e la diocesi di Miri, che assiste pastoralmente tra i 113.000 e i 118.000 cattolici nel Sarawak settentrionale.
La diversità come punto di forza
Terra dei malesi, dei cinesi, dei Melanau e di numerosi popoli indigeni, tra cui gli Iban, i Bidayuh e gli Orang Ulu, il Sarawak coltiva da tempo una cultura politica che pone l'accento sulla coesistenza tra le diverse comunità etniche e religiose. Le chiese e le altre istituzioni religiose hanno svolto un ruolo importante oltre al ministero spirituale, gestendo scuole, servizi sanitari, programmi di assistenza sociale e iniziative umanitarie, in particolare nelle remote regioni interne dove un tempo l'accesso ai servizi pubblici era limitato.
Negli ultimi anni i leader dello Stato hanno sempre più indicato questa tradizione di cooperazione interreligiosa come una delle caratteristiche distintive del Sarawak all'interno della Malaysia. L'ultimo impegno assunto da Abang Johari a favore del continuo sostegno alle comunità religiose non musulmane rafforza questo messaggio, presentando la diversità religiosa non come una sfida da gestire, ma come una forza condivisa che contribuisce alla stabilità sociale, alle opportunità educative e al continuo sviluppo dello Stato.
Per molti cristiani del Sarawak, il continuo investimento nelle chiese e nelle scuole missionarie è visto anche come un riconoscimento di un'eredità che ha plasmato lo sviluppo educativo e sociale dello Stato per ben oltre un secolo, segnalando al contempo che le comunità religiose rimangono partner apprezzati nella costruzione del suo futuro.




















