Vescovi dello Sri Lanka: "Giustizia vera per le vittime di Chemmani"

In una nota diffusa al termine della sessione plenaria la Conferenza episcopale cattolica ha chiesto indagini vere e imparziali sui resti ritrovati nella più grande delle fosse comuni del conflitto con i tamil. Preoccupazione anche per le questioni ambientali a Mannar.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – I vescovi cattolici dello Sri Lanka chiedono un'indagine imparziale sulla questione delle fosse comuni nella penisola di Jaffna. In particolare “gli scavi di Chemmani, già protrattisi a lungo, devono essere completati. Questo sforzo è necessario per garantire responsabilità per i presunti crimini associati a questo luogo". Lo scrivono in un documento su alcune questioni importanti che hanno un impatto diretto sulla giustizia, la pace e la riconciliazione nel Paese che i 13 presuli hanno diffuso insieme nei giorni scorsi dopo la loro sessione plenaria.

Gli scavi di Chemmani - la cui terza campagna si è conclusa in estate - hanno fatto riaffiorare i resti di centinaia di persone uccise negli anni della guerra civile tra l’esercito di Colombo e le Tigri Tamil, in quella che è probabilmente la più grande delle fosse comuni. Ma poca chiarezza è stata fatta sui responsabili di tali eccidi.  

Nel corso dei lavori la Conferenza episcopale ha inoltre espresso preoccupazione per le attività di estrazione della sabbia sull'isola di Mannar, che stanno causando gravi danni ambientali. Si è soffermata anche sull'esteso danno ambientale causato dalla nave Express Pearl e sulla necessità di attenersi alla decisione del Tribunale di richiedere il risarcimento imposto.

Menzionando i rischi ambientali che si stanno verificando a causa dell'attuale bonifica della zona umida di Muthurajawela mediante riempimento, è necessario occuparsene e devono essere adottate le misure necessarie per garantire la conservazione della zona umida di Muthurajawela contro piani di sviluppo pericolosi", si legge.

"Prima di qualsiasi attività di sviluppo di questo tipo dovrebbe essere svolta una consultazione adeguata per accertare l'opinione pubblica locale. Il sostentamento della comunità di pescatori e le risorse idriche dell'isola di Mannar non dovrebbero essere compromessi da tale attività, in modo che i diritti e la dignità delle persone siano salvaguardati", scrivono i vescovi.

“Mentre la popolazione è turbata da questa attività ecologicamente dannosa - prosegue la nota - la CBCSL ha anche ricevuto informazioni sulla trivellazione dei terreni circostanti l'isola di Mannar per l'esplorazione di petrolio e gas. Queste potrebbero essere iniziative positive per lo sviluppo economico. Tuttavia, è dovere dei responsabili condurre valutazioni ambientali adeguate in modo trasparente e rendere il pubblico consapevole di tali progetti”.

Su questi e altri temi il 10 settembre l’arcivescovo di Colombo, il card. Malcolm Ranjith ha avuto un incontro con il presidente Anura Kumara. Particolare attenzione è stata data al programma del governo per rafforzare la convivenza, la pace e la riconciliazione tra tutte le comunità del Paese e per garantire l'unità nazionale prevenendo qualsiasi forma di attività di odio a sfondo razzista o religioso. Sono stati discussi a lungo anche i progressi delle indagini sugli attacchi della Domenica di Pasqua e le misure che potrebbero essere adottate per prevenire danni e distruzioni ambientali che colpiscono la vita delle persone.

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