Russia e India si promettono legami più forti prima dell'incontro BRICS

Le notizie di oggi: l'Arabia Saudita chiude un oleodotto dopo un attacco di droni proveniente dall'Iraq. La resistenza del Myanmar colpisce una base aerea vicino a Mandalay mentre Min Aung Hlaing è in Cambogia. La minaccia del terrorismo in Pakistan e Afghanistan a 25 anni dall'11 settembre.

BRICS

Il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente russo Vladimir Putin hanno concordato di approfondire i legami tra i loro Paesi ieri durante un incontro a New Delhi che precede il summit dei Paesi Brics. Putin ha ribadito la necessità di costruire una piattaforma alternativa all’Occidente, ma l’India è tra i Paesi che più di tutti sta cercando di bilanciare gli interessi divergenti dei propri alleati, in particolare di Iran ed Emirati Arabi Uniti che si trovano su fronti opposti della guerra in Medio Oriente.

GUERRA IN MEDIO ORIENTE

L’Arabia Saudita ha chiuso l’oleodotto che aveva finora permesso di aggirare lo Stretto di Hormuz dopo un attacco con droni lanciato da una regione dell’Iraq al confine con l’Iran. Ieri Riyadh ha dichiarato di aver chiuso l’oleodotto a scopo precauzionale; il ministero degli Esteri ha dichiarato che l'attacco ha provocato alcuni feriti e danni, la cui entità è ancora in fase di valutazione.

MYANMAR

Nei giorni scorsi i gruppi armati che compongono la resistenza al regime birmano hanno attaccato la base aerea di Tada-U, vicino a Mandalay, colpendo alcuni aerei e uccidendo alcuni uomini dell’esercito. Un filmato diffuso dal Governo di unità nazionale mostra un drone che colpisce uno dei tre aerei da combattimento parcheggiati all'interno di un hangar nella base. Nel frattempo il leader del regime militare, il generale Min Aung Hlaing, si è recato in visita in Cambogia nel tentativo di riallacciare i legami diplomatici con le altre nazioni del sud-est asiatico.

THAILANDIA

In una via laterale della capitale Bangkok, è stato trovato un data center illegale al cui interno erano stati ammassati 200mila litri di petrolio senza autorizzazione. I venditori ambulanti nei dintorni hanno espresso la preoccupazione che la Thailandia stia accogliendo gli investimenti nella costruzione di centri dati senza le dovute consultazioni con la popolazione. Il centro dati in questione fa parte di un investimento da 1 miliardo di dollari da parte del conglomerato DAMAC di Dubai.

AFGHANISTAN

Parlando con l’emittente Amu TV, le giovani donne afghane che per alcuni anni hanno avuto accesso a scuole e università e alla possibilità di viaggiare, hanno raccontato come le loro ambizioni sono state stravolte dopo il ritorno al potere dei talebani. E nonostante i gruppi terroristici come al-Qaeda e la branca locale dello Stato islamico (IS-K) siano oggi indebolite, a 25 anni dall’11 settembre sarebbe un errore sottovalutarne la minaccia, avvertono gli esperti, in particolare per quanto riguarda i talebani pakistani (TTP) che continuano a trovare rifugio in Afghanistan e hanno dimostrato di poter condurre attentati sempre più sofisticati.

KIRGHIZISTAN

Il Kirghizistan sta proponendo di penalizzare la sepoltura e la ri-sepoltura non autorizzate di una persona deceduta, una pratica molto diffusa nel Paese. I trasgressori potrebbero essere puniti con una multa fino a 100 mila som o con una pena detentiva fino a tre anni. Gli autori del progetto sottolineano in particolare il rischio che le sepolture non ufficiali possano complicare le indagini sui crimini: il corpo di una persona deceduta potrebbe essere occultato, rendendo difficili gli esami forensi e la determinazione della causa di morte.

TAIWAN

Le persone appartenenti ai gruppi indigeni di Taiwan hanno a lungo tenuto segrete le proprie origini per evitare stigmatizzazioni e discriminazioni sociali; molte sono state costrette ad adottare usi e costumi e lingue cinesi Han e ad assimilarsi. L'ultimo gruppo indigeno riconosciuto dal governo il 30 luglio di quest'anno è quello dei Siraya, diventato il 17° gruppo indigeno ufficialmente riconosciuto dell'isola . A Taiwan sono noti 26 gruppi indigeni, inclusi quelli non riconosciuti dal governo. Le comunità indigene di Taiwan, tradizionalmente divise in gruppi degli altipiani e delle pianure, rappresentano circa il 2,7% dei 23,3 milioni di abitanti dell'isola. Rivendicano una storia millenaria sull'isola, precedente all'arrivo dei primi coloni stranieri nel XVII secolo.


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