Kkottongnae, 50 anni di carità dall’incontro tra un prete e un mendicante

Avviato nel 1976 da p. Oh Woong-jin, il "Villaggio dei Fiori" è oggi il più grande complesso cattolico di assistenza sociale della Corea del Sud. Dalla prima “Casa dell’Amore” per persone senza fissa dimora è nata una congregazione religiosa con missioni in diversi Paesi, tra cui Filippine, Bangladesh e Myanmar. Nel 2014 la comunità fu visitata da papa Francesco.

Roma (AsiaNews/Agenzie) - Tutto ebbe inizio dal provvidenziale incontro tra p. Oh Woong-jin e l’anziano Choi Gwi-dong, mendicante con disabilità che da oltre 40 anni si prendeva cura di altre persone marginalizzate in condizioni più difficili delle sue. Da quell'incrocio tra sconosciuti nacque poi Kkottongnae, il più grande complesso cattolico di assistenza sociale della Corea del Sud, che celebra oggi il 50esimo anniversario di quell'evento, avvenuto il 12 settembre 1976 nella diocesi di Cheongju.

Nel 1976 p. Oh, appena ordinato sacerdote, aveva assunto l’incarico presso la parrocchia di Eumseong Mugeuk (oggi cappella Mugeuk della parrocchia di Geumwang). Il 12 settembre di quello stesso anno notò passare davanti alla chiesa Choi Gwi-dong e, incuriosito, lo seguì fino a una capanna dove lo vide condividere con altre 18 persone marginalizzate il cibo ricevuto per lui in elemosina.

Colpito da quanto visto, il giorno dopo spese l’intero suo patrimonio per acquistare del cemento e cominciare a costruire con le proprie mani una casa per chi non aveva nessuno su cui contare. Con l’aiuto dei parrocchiani l’edificio, battezzato “Casa dell’Amore”, fu completato e benedetto il 15 novembre 1976: Choi Gwi-dong e altre persone senza fissa dimora vi si trasferirono, dando così concretamente avvio alla comunità che sarebbe diventata Kkottongnae, che significa il “Villaggio dei Fiori”.

Da rifugio a comunità internazionale

Nel 1980 l’Assemblea Generale dei sacerdoti della diocesi di Cheongju approvò Kkottongnae come progetto diocesano; dal 1981 l’adesione si allargò a livello nazionale. Nel 1982 fu acquisito il terreno di Ingok-ri, distretto di Maengdong-myeon, provincia di Chungcheong settentrionale, dove tuttora ha sede il nucleo storico dell’opera, e nel 1983 fu completata una casa di accoglienza. Il 21 marzo 1984 Kkotdongne ottenne il riconoscimento ufficiale come struttura di assistenza sociale, avviando centri per persone con disturbi mentali e alcoliste, e case di cura per persone affette da tubercolosi e persone anziane.

Una svolta decisiva arrivò l’8 settembre 1986, con la fondazione della Fraternità e della Sorellanza di Gesù del Villaggio dei Fiori: comunità religiose che affiancarono alla dimensione assistenziale quella spirituale. Il 27 dicembre dello stesso anno la fondazione ricevette l’approvazione ecclesiastica dall’allora vescovo di Cheongju, Nicola Cheong Jin-suk, scomparso nel 2021: il secondo vescovo della diocesi, poi divenuto arcivescovo di Seoul e, nel 2006, cardinale.

Negli anni successivi la missione si è estesa oltre i confini coreani: nel 1992 è stato aperto un ramo di Kkottongnae a Gapyeong e nel 1999 è nata l’Università Cattolica di Kkottongnae (oggi semplicemente Kkottongnae University), per la formazione di operatori e operatrici sociali. L’opera è oggi presente in oltre 10 Paesi, tra cui Cina, Haiti, Filippine, Myanmar, Uganda e Italia, con progetti di sostegno umanitario, sviluppo comunitario, gestione di strutture residenziali e borse di studio.

Le attività caritative

Accanto al nucleo storico di Eumseong, in Corea del Sud, la congregazione dei Fratelli e delle Sorelle di Gesù del Villaggio dei Fiori ha esteso la propria opera caritativa a diversi Paesi asiatici, ciascuno con caratteristiche proprie. Nelle Filippine centrali, a Palo, isola di Layte, i religiosi di Kkottongnae hanno aperto il primo seminario della congregazione fuori dalla Corea, come casa di formazione per i futuri membri dedicati al servizio verso le persone povere.

In Bangladesh, le Suore di Kkottongnae operano dal 2006 a Kuchilabari, distretto di Gazipur, vicino Dhaka, in un centro chiamato “Kkottongnae House of Hope”: qui le religiose raccolgono orfani e orfane abbandonati per strada, nelle stazioni ferroviarie o negli ospedali, prendendosene cura come una vera famiglia fino alla loro morte, se necessario, collaborando con polizia e autorità sanitarie locali. 

In Myanmar, le Suore di Kkottongnae sono arrivate nel 2019 e operano nell’arcidiocesi di Yangon, a stretto contatto con la parrocchia del Sacro Cuore di Hmawbi; il 3 ottobre 2022 è stata inaugurata una seconda casa-missione a Htaukkyant, su un terreno acquistato decenni prima dal defunto arcivescovo Gabriel Mahn Gaby. La struttura è destinata a persone abbandonate, povere, orfane e anziane, con l’obiettivo di offrire anche formazione educativa e professionale

In Indonesia, due suore coreane hanno aperto nel giugno 2018, sull'isola di Flores, la “Rumah Kasih” (Casa dell'Amore), che offre alloggio, assistenza medica e sostegno spirituale a persone con disabilità, sostenuta anche da medici e fedeli cattolici locali. 

La visita di papa Francesco

Il 16 agosto 2014, nel corso del suo viaggio in Corea del Sud, papa Francesco visitò la struttura di Kkottongnae dedicata alle persone con disabilità, incontrandole una a una. Quello stesso giorno, il pontefice sottolineò che “la fecondità della fede si esprime in solidarietà concreta nei confronti dei nostri fratelli e sorelle, senza alcun riguardo alla loro cultura e allo stato sociale”, ed espresse apprezzamento per l’impegno accanto alle persone povere, che vivono nelle “periferie”.

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