Asia Orientale

Articolo in evidenza

  • Caritas Internationalis premiata a Nagoya per la difesa dell'umanità

    La rete solidale cattolica ha ricevuto il quarto Human Dignity Award dall’Università cattolica di Nanzan. A ritirarlo il card. Kikuchi, presidente e arcivescovo di Tokyo, ex studente dell’istituzione. Ricordata l’origine missionaria dell’organizzazione, il suo sviluppo in 162 sedi nazionali e l’operato in emergenze in corso, tra cui Gaza, Ucraina e Myanmar. Ribadito che “non agisce per i poveri, ma con loro”. Mai "straniera", ma "parte della comunità".

  • Lavoro minorile: Asia-Pacifico guida calo globale, ma gli obiettivi Onu restano lontani

    Nuovi dati di Organizzazione internazionale del lavoro e Unicef rivelano una diminuzione di 22 milioni di bambini lavoratori in quattro anni. Tuttavia 138 milioni di minori restano intrappolati in questa piaga, in particolare nell'agricoltura e nell'economia informale. L'esperto Insaf Nizam sottolinea ad AsiaNews il ruolo della crescita economica ma avverte sui pericoli delle disuguaglianze e delle responsabilità familiari.

  • Fuzhou: vescovo 'sotterraneo' riconosciuto come ausiliare anche dalle autorità cinesi

    La cerimonia si è svolta oggi nella provincia del Fujian, mentre Leone XIV - nella sua prima scelta riguardante la Chiesa in Cina - nominava formalmente mons. Lin Yuntuan accanto all'ordinario mons. Cai Bingrui (l'ultimo vescovo cinese nominato da Francesco a gennaio). Soddisfazione della Santa Sede per un "passo rilevante" che conferma il "cammino di comunione" alla base dell'Accordo con Pechino. Il precedente di Mindong e la speranza in un esito migliore.

  • Il porto franco di Hainan prova a spegnere il Grande Firewall

    Mentre la telefonata tra Trump e Xi Jinping attira l'attenzione del mondo nel mezzo della guerra dei dazi, Pechino va avanti con il suo progetto della grande area di libero scambio sulla sua isola più meridionale. E per attirare gli investimenti stranieri avvia in questa zona anche un progetto pilota di un accesso diretto alla rete internet globale (riservato a utenti autorizzati e controllato comunque dallo Stato).

  • Gli universitari cinesi, Trump e il boom delle alternative asiatiche

    Le restrizioni sui visti annunciate dalla Casa Bianca toccano in particolare gli studenti cinesi, che negli Stati Uniti oggi sono ben 277mila. Ma il loro numero era già diminuito negli ultimi anni, con la crescita delle alternative negli atenei asiatici, in particolare in Giappone, Corea del Sud e Singapore. Mentre le università cinesi scalano le classifiche nelle discipline tecnologiche ma scontano i limiti nella libertà di pensiero nelle discipline umanistiche.

  • Seoul: Lee Jae-myung vince le presidenziali, affluenza record

    Il candidato progressista ha conquistato oltre il 50% delle preferenze dopo la destituzione di Yoon Suk-yeol. I risultati degli exit poll riflettono le divisioni generazionali e di genere, ma anche un rinnovato impegno civico da parte della società sudcoreana. Dal partito democratico arrivano appelli all’unità nazionale per voltare pagina dopo la proclamazione della legge marziale.

  • Divieto di memoria per Tiananmen: chi è ancora in carcere

    Alla vigilia del 4 giugno, la data del 36° anniversario, le autorità di Hong Kong hanno blindato anche quest'anno Victoria Park dove fino al 2019 si teneva la veglia per le vittime del massacro di Pechino. Intanto il CHRD diffonde un elenco di 32 personalità tuttora agli arresti per non essersi rassegnate al silenzio su quei fatti; sei nella Cina continentale sono protagonisti diretti di quei giorni.

  • Al voto dopo la tentata legge marziale: nuova fase per la democrazia coreana

    Dopo la rimozione del presidente conservatore Yoon Suk-yeol, il 3 giugno il Paese alle urne per eleggere un nuovo leader. Il favorito Lee Jae-myung guiderà una Corea divisa, alla ricerca di equilibrio tra giustizia sociale e una crescente polarizzazione. Il professor David C. Kang della University of Southern California: “È un test per la tenuta democratica. Ma la società coreana non è in declino”.

  • Il ruolo della Cina nella questione del debito dei Paesi poveri

    Un rapporto del Lowy Institute mette in luce che Pechino nel 2025 dovrebbe incassare 22 miliardi di dollari di interessi sul debito dai Paesi che l'Onu classifica come più fragili. Una cifra molto più alta di quanto concede in nuovi prestiti. In 54 nazioni la Cina detiene più interessi da debito bilaterale di tutti i Paesi del Club di Parigi messi insieme. Dati significativi anche in rapporto all'appello alla cancellazione che papa Francesco aveva lanciato in occasione del Giubileo.

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