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André Azzam

  • L’epidemia in Egitto : coprifuoco, crisi economica e preghiere

    Da metà marzo sono chiusi tutti i luoghi pubblici: scuole, università, moschee e chiese, alberghi, ristoranti, giardini pubblici, negozi a esclusione di quelli che vendono generi alimentari e delle farmacie. Gli egiziani hanno partecipato significativamente alla giornata di preghiera indetta il 14 maggio da papa Francesco e sostenuta dal grande imam di Al-Azhar, massima autorità dell’islam sunnita.

  • Cairo, i Paesi arabi offrono 16 miliardi di dollari "per un futuro di pace"

    Alla Conferenza per lo sviluppo dell'Egitto i capi di Kuwait, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti offrono 4 miliardi ciascuno al governo di al-Sisi. Riuniti a Sharm el-Sheikh, fra ingenti misure di sicurezza, i vertici di governi e organismi internazionali studiano lo sviluppo sicuro della regione. L'esecutivo offre una partnership in 36 progetti, per un valore di 60 miliardi di dollari.

  • Bombe, elezioni, condanne: l'Egitto cerca la sua strada

    L'attacco di ieri al Cairo ha fatto due morti e nove feriti. Due giorni fa ad Asswan altri due morti. Molti applaudono al pugno di ferro sulla sicurezza di al-Sisi, altri lo criticano perché illiberale. Le elezioni che dovevano tenersi in marzo e maggio, sono state spostate in data da destinarsi: la Corte costituzionale ha bocciato alcune leggi elettorali. Condanne a morte e all'ergastolo per gli islamisti, ma pure condanne pesanti per giovani dimostranti della primavera araba. Presidente della Federazione delle Chiese protestanti: C'è un futuro buono per l'Egitto.

  • L'Egitto in lutto prega i suoi martiri decapitati in Libia

    Il patriarca Tawadros ha immesso i nomi dei 21 giovani uccisi dallo Stato islamico nella Sinassi copta, una specie di canonizzazione. La loro memoria si celebrerà ogni anno il 15 di febbraio. Anche per le autorità dello Stato, i 21 decapitati sono dei martiri. Una chiesa sorgerà nel villaggio di origine della maggior parte di loro. La forte solidarietà dei musulmani.

  • Copti decapitati in Libia: il calvario delle famiglie, il dolore dei musulmani

    I giovani uccisi dallo Stato islamico erano in Libia per lavorare, molti di loro aspettavano di sposarsi e intanto aiutavano i loro parenti in patria. Padri, madri, mogli, fratelli degli uccisi sotto shock. Svenimenti, cadute, ricoveri in ospedale dopo la notizia della tragedia. La solidarietà dei villaggi, delle Chiese, della nazione, sempre più unita. La lista degli uccisi. Dal corrispondente di AsiaNews in Egitto. Prima parte.

  • Il cuore dell'Egitto commosso e devastato

    La decapitazione di 21 egiziani copti sta rafforzando l'unità nazionale. Il presidente al-Sisi li ha definiti "martiri" della patria. Visite e condoglianze al patriarca Tawadros anche da parte del rappresentante vaticano al Cairo. Bloccati tutti i visti per la Libia; si programma il rimpatrio degli egiziani. In Libia vi sono 1,5 milioni di egiziani. Le violenze dello Stato islamico condannate anche dai movimenti salafiti.

  • Il sogno si è avverato, l’Egitto è libero da un regime odioso

    Il Paese ha atteso con pazienza e fiducia per vedere il giorno in cui i Fratelli musulmani sono stati costretti a farsi da parte. Ora, forti di una grande diversità sociale che è anche una grande ricchezza, si può sperare in una nuova e migliore nazione. Partendo dai giovani, le “vere piramidi” dell’Egitto moderno. E' la fine dei Fratelli Musulmani.

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