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Andrea Ferrario

  • Seoul: privilegi e politiche governative bloccano la mobilità sociale

    Il tasso di disoccupazione giovanile sarebbe attorno al 30%. Chi parte senza aiuti rimane escluso da un sistema che premia soprattutto l’eredità. Il debito è diventato “condizione strutturale” di accesso a istruzione, lavoro e alloggio. E quando le banche chiudono le porte, molti finiscono nelle mani degli usurai. Un costo umano crescente in termini di suicidi e malessere.

  • I Labubu cuciti nelle campagne e il boom del lavoro precario delle donne in Cina

    Dai pupazzetti divenuti un fenomeno globale alle grandi fabbriche tecnologiche e al settore del delivery, va sempre più diffondendosi in Cina un sistema che si regge sulla capacità di trasformare bisogni individuali e obblighi familiari in una disponibilità al lavoro praticamente senza limiti. Con le donne stesse spinte ad abbandonare contratti stabili (e garantiti solo sulla carta) per passare a forme di impiego temporaneo e stagionale.

  • I giovani di Tokyo sempre più chiusi nei loro confini

    Solo il 17,5% dei giapponesi possiede oggi un passaporto valido. Uno specchio della debolezza dello yen ma anche del ripiegamento forzato su se stessi delle nuove generazioni. Per far fronte all'isolamento sempre più diffuso nascono nuove iniziative di solidarietà, così come risposte aziendali o tecnologiche. Ma in un quadro sociale che resta bloccato.

  • L'ascesa (e la fragilità) dell'alternativa cinese al dollaro

    Negli ultimi cinque anni i prestiti e i depositi cinesi all'estero in renminbi sono quadruplicati, mentre il CIPS (l'alternativa di Pechino al circuito SWIFT) va crescendo in Asia centrale, Medio Oriente e altre aree strategiche. Ma il disegno rimane comunque nazionale perché per poter davvero contare su una valuta globale la Cina dovrebbe rinunciare al controllo sui flussi di capitale, scelta per Xi Jinping incompatibile con la stabilità interna.

  • Quando i lavoratori di Pyongyang alzano la testa

    I tagli nelle commesse dalla Cina e il crollo degli stipendi stanno facendo esplodere in Corea del Nord il lavoro informale. Ma anche tra gli operai che Kim vende come mano d'opera a Pechino crescono le tensioni alimentate dalla trattenute sempre più alte sui loro stipendi per garantire entrate al governo di Pyongyang. Così il nuovo eldorado del regime oggi è diventata la Russia, dove è più forte l'isolamento linguistico e culturale.

  • La corsa al primato tecnologico è davvero una carta in più per Pechino?

    Per decenni la Cina ha riversato risorse nel settore immobiliare generando una bolla colossale, ora le destina all'high-tech generando eccessi di capacità produttiva che non fanno crescere davvero l'economia. Milioni di lavoratori rurali espulsi dall'edilizia non trovano posto nei settori "innovativi" che creano poca occupazione. L'alternativa sarebbe investire sui 900 milioni di cinesi che vivono con dieci dollari al giorno.

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