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Bao Tong

  • Bao Tong: Dal Plenum belle parole. Ma il Partito uccide il mercato

    Il grande statista dissidente commenta le decisioni prese dalla Commissione centrale del Partito comunista: "Parlano di libero mercato, ma con il sistema del Partito unico non è pensabile che si sviluppi davvero. E poi non hanno ancora pubblicato i documenti, siamo davanti solo a chiacchiere per la stampa. Per una vera riforma serve l'impegno della cittadinanza".

  • Bao Tong: Il terzo Plenum comunista, momento di svolta (improbabile) per la Cina

    La storia cinese insegna che il primo incontro plenario della nuova leadership è convocato per assistere alla transizione del potere; il secondo serve per il passaggio di consegne mentre è nel terzo che si scoprono le carte dei nuovi padroni del Paese. Ma gli arresti continui contro i dissidenti e i feroci abusi ai diritti umani della popolazione non lasciano grandi speranze per la leadership di Xi Jinping.

  • Bao Tong: Cosa aspetta Wen Jiabao per fermare la corruzione?

    Il primo ministro uscente ha fatto tante cose buone, ma nessuna di esse resterà negli annali della storia. Ora ha però l’opportunità di rimanere nella memoria collettiva come l’uomo che ha salvato la Cina. Per sfruttarla deve far approvare una vera legge anti-corruzione, il problema più grave che affligge la nostra nazione. Se non lo farà, rischia di vedere il Partito e lo Stato collassare. L’analisi del grande dissidente (traduzione a cura di AsiaNews).

  • Bao Tong: Le quattro riforme che possono salvare la Cina, se il Partito ubbidisce alla Costituzione

    Il grande statista cinese, agli arresti domiciliari per essersi opposto al massacro di Tiananmen, traccia la linea per la nuova leadership comunista: basta con le ingerenze negli affari civili e giuridici, basta con la censura, basta scontri con lo Stato. In pratica, il Partito deve tornare alla sua “clausola di legittimità”, senza la quale non è più nulla.

  • Bo Xilai è la quintessenza del Partito comunista cinese

    L'ex segretario di Chongqing è stato espulso oggi dal Partito, dopo un travaglio durato più di nove mesi. Con il suo allontanamento, il Partito lo addita come una "deviazione" dai suoi ideali. Ma in realtà corruzione, violenza, disprezzo per i diritti della persona, manipolazione delle masse fanno parte dell'essenza del Partito comunista cinese. Il problema è la dittatura del Partito che non viene mai messa in discussione. Senza eliminare il monopolio del potere, ci saranno sempre nuovi Bo Xilai. Una riflessione del grande statista Bao Tong.

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